21. torre normanna

DALLA SALANDRELLA A SAN MAURO FORTE

Mercoledì 25 aprile 2018

Sulle orme di Cesare Malpica

Coordinatori:

  • Michele Marra (tel. 333.5883143)
  • Cosimo Buono (tel. 328.8474201)

Difficoltà: E – dopo un breve tratto iniziale su asfalto (SS.277, dove lasceremo le auto), il percorso si sviluppa – in parte nel bosco e in parte allo scoperto – su carrareccia, sentiero, attraversando campi aperti, strada asfaltata minore; facile attraversamento di un torrentello (non occorre togliersi le scarpe)
Lunghezza del percorso: circa km. 13,5
Dislivello: circa m.680 in salita, m.530 in discesa
Quota massima raggiunta: m.719 (Serra Cavallo); quota minima: m.315 (attraversamento torrente Misegna)
Orario di partenza: ore 06:30 (prima di iniziare l’escursione, dovremo trasferire un paio di auto a San Mauro Forte per consentire agli autisti di riprendere le auto)
Località di partenza: Piazza Matteotti con auto proprie
Tipo di percorso: lineare (solo andata)
Sorgenti: al parcheggio, fontana dell’Auceddara a metà percorso e fontanini pubblici nell’abitato di San Mauro Forte
Abbigliamento: scarpe da trekking e bastoncini obbligatori, abbigliamento a strati secondo la stagione; in ogni caso, munirsi di giacca a vento leggera, mantellina antipioggia, occhiali da sole, cappellino e crema protettiva in caso di giornata soleggiata. Coprirsi con abiti più pesanti nella cantina in cui pranzeremo con temperatura a 11°.

Numero partecipanti: max 30, con precedenza per i soci. Le prenotazioni dei non soci saranno accettate solo in caso di posti liberi. La quota di partecipazione è di € 14 per i soci e di € 22 per i non soci e comprende:

  • contributo per l’associazione € 1 (soci); € 6 (non soci)
  • assicurazione € 3 (non soci)
  • pranzo con “assaggini” nella “cantina del maratoneta” € 10
  •  visita guidata comprendente la torre aragonese e i musei € 3.

La partecipazione alla riunione pre-escursione è obbligatoria.

“SULLE ORME DI CESARE MALPICA”

“… E’ il dì 13 di giugno. Io movo per San Mauro in compagnia dell’Amico.  E’ breve il tragitto, non disastroso il sentiero, di diversa natura il panorama che ci circonda. Ombrosi boschetti dalle zolle smaltate di fiori succedono a’ maestosi boschi. La Catena degli alti Appennini slargantisi a ritta, e correndo al mare, segna questa nuova linea cominciando da Accettura. E però andando a San Mauro vedi che alle irte montagne succedono le colline, alle profonde valli i terreni a pendio, alle coste tagliate a picco i piani inclinati. Più ti volgi a manca verso Ferrandina, e più dici addio alle foreste secolari, alle vette gigantesche, a’precipizi perigliosi. Pur sappiate che nessuno di que’ monti è nudo. Dalle basi alle cime essi fan pompa del pittoresco ammanto di pascoli e foreste, che loro impose la natura. Quindi allorché vi parlano delle rupi orrende della Basilicata ridete. Chi tanto dice non uscì di casa sua. – E noi abbiam sempre S. Mauro di rimpetto. A cavaliere sul colle volge a noi il dorso; la fronte a mezzodì.- …“

(da La Basilicata. Impressioni, Cesare Malpica, Napoli, 1847, tip. A. Festa, ristampa 1993, ed. Osanna, Venosa)

DESCRIZIONE DEL PERCORSO

Il percorso si sviluppa in parte nel territorio di Oliveto Lucano, all’interno del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane, in minima parte in territorio di Garaguso e in parte in territorio di San Mauro Forte.

L’escursione inizia nei pressi del ponte della Salandrella, sulla strada provinciale, in territorio di Oliveto Lucano al confine con quello di Garaguso e di Accettura, nel punto più stretto e alpestre della valle. Imbocchiamo subito un ampio tratturo sterrato che attraversa un folto bosco di querce secolari, carpini, frassini e aceri e ci inerpichiamo abbastanza rapidamente sull’altura di Serra Cavallo (circa 700 metri di quota), mentre godiamo in compenso i benefici dell’aria fresca e leggera della bassa montagna; il panorama  diventa gradualmente più ampio con la salita e sempre più imponente si staglia, a ponente, il Monte Croccia sovrastante Oliveto; intravediamo Accettura coronata dai crinali boscosi di Montepiano, Le Manche, Monte Impiso, rilievi di oltre 1200 metri, mentre, se volgiamo lo sguardo a oriente, osserviamo Garaguso con le falesie giallastre a strapiombo sulla Salandrella e, più lontano, al di là del Basento, si scorgono le bianche Grassano e Grottole, distese su pallide colline argillose.

Raggiunta la sommità della cresta di Serra Cavallo, ci troveremo sullo spartiacque che separa l’alta valle boscosa ed aspra della Salandrella, tra Accettura (sorgenti), Oliveto e Garaguso, dal territorio dolce e collinare di San Mauro con le sue ampie vallate e i morbidi declivi ricoperti da vastissimi e secolari uliveti dal colore verde cinereo.

Il nostro tratturo segue la linea del crinale che ci permette di godere nello stesso tempo, semplicemente muovendo lo sguardo in direzioni opposte, della visione della valle dell’alta Salandrella a nord e di quella di San Mauro a sud, con lo sfondo di Stigliano sito a quasi mille metri di quota: i due paesi sono protesi come prore di navi sulla immensa distesa di ondulazioni biancastre delle colline calanchive di Salandra, Ferrandina, Craco, Pisticci e Montalbano che si confondono con il piatto e brumoso orizzonte della piana metapontina, orlata dalla linea azzurra del Mare Jonio, appena visibile se l’aria è limpida, mentre evanescenti e lontane si scorgono le alte vette del Pollino, alle spalle di Stigliano .

Procedendo su una strada sterrata con tracce di asfalto, fiancheggiata da grandi querce dai tronchi monumentali, le cui ampie e folte chiome ombreggiano piacevolmente i nostri passi, giungiamo nei pressi della fontana di copiosa acqua sorgiva denominata Auceddara, da cui ci separa una breve deviazione. Proseguendo ancora in prossimità delle strutture dei serbatoio dell’Acquedotto Lucano, imbocchiamo un tratturo in discesa verso sud con il paese di San Mauro di fronte. Il percorso, a tratti piuttosto ripido, al margine di campi di grano, tocca una masseria in pietra ristrutturata con gusto e decoro (Masseria del Monte), per poi giungere la guado del piccolo torrente chiamato Vallone, che scorre ai piedi dell’altura di San Mauro e confluisce nella non lontana Salandrella.

Quindi affrontiamo la salita sul fianco orientale della rupe, percorrendo la ripida strada interpoderale asfaltata “San Donato”, che con ampi tornanti ci conduce all’interno della cinta medievale del paese, a picco su versanti scoscesi, sui cui bordi si eleva la torre normanna affiancata dalla Chiesa Madre, di fronte ad una grande piazza con pregevoli palazzi nobiliari settecenteschi.

Una volta giunti nel centro storico, raggiungiamo rapidamente il punto di ristoro “Il maratoneta”, sito in una “cantina” tipica, consistente, come gli altri luoghi tradizionali di conservazione del vino a San Mauro, in un’ampia grotta scavata sul fianco settentrionale della rupe di arenaria ( Via delle grotte  ribattezzata turisticamente come “percorso l’ grott’”) con una facciata in pietra e mattoni.

Al termine del rapido spuntino con prodotti tipici della gastronomia locale, iniziamo la conoscenza del paese sotto la guida dei competenti e solerti giovani della Pro loco, partendo dalla visita della torre medievale, il cui interno è stato da poco trasformato in un museo multimediale che ricostruisce il contesto storico e la vita quotidiana della fortezza normanno sveva poi angioina, aragonese e rinascimentale di cui il torrione cilindrico alto 22 metri, a tre piani, costituisce l’ultimo residuo; seguirà l’ingresso nel vicino “Museo del viaggio in Basilicata Cesare Malpica”, incentrato sostanzialmente in una fruizione multimediale dei brani più suggestivi dei numerosi testi degli scrittori dell’Ottocento che hanno visitato San Mauro e le aree interne della nostra regione; non mancherà la visita di un terzo Museo, quello della civiltà contadina, per poi proseguire, per chi lo vorrà, in un rapido giro intorno ai palazzi nobiliari di cui si ammirano i sontuosi portali spesso adorni di appariscenti stemmi e sculture in pietra, mentre al loro interno sono presenti affreschi di pittori di scuola napoletana del Settecento. Eventualmente si procederà anche alla visita dei locali dell’ex complesso monastico francescano dell’Annunziata.

CENNI STORICI SU SAN MAURO FORTE

di Michele Marra

Il nome di San Mauro è legato al santo abate seguace di San Benedetto e in effetti nel territorio, nella zona di Priati, ad oriente ed a valle del paese, sorgeva un’abbazia benedettina intitolata a San Mauro, come si legge nei documenti medievali.

La stessa area era stata frequentata o abitata dal coloni magnogreci se pensiamo alla scoperta casuale (nella contrada Salice in prossimità della Salandrella), insieme a quella di numerose monete di città magnogreche, di una statuetta di Eracle e di una stele in terracotta con una dedica e una preghiera in greco antico al semidio della mitologia classica (reperto, quest’ultimo, ora conservato presso il Museo Nazionale di Napoli), (Crachi, 1901) il cui culto era connesso, nell’antichità pagana, alla protezione dalle inondazioni dei fiumi e dalle calamità naturali, o alla fertilità garantita dagli stessi corsi d’acqua una volta ben arginati (mito della lotta di Eracle contro Acheloo): pertanto la presenza dell’eroe mitologico della sfida alle forze della natura si spiega probabilmente con l’ambiente fluviale e paludoso dell’area del rinvenimento dei due reperti in agro di San Mauro.

Il centro storico di San Mauro Forte ha un’ evidente origine e un aspetto tipicamente medievale, grazie alla presenza del torrione normanno, alto 22 metri, ultimo residuo di una notevole struttura fortificata, coeva a quelle delle vicine Craco e Tricarico, rimaneggiata e ampliata più volte fino all’età rinascimentale. La presenza della fortezza, che valse nell’Alto Medioevo al centro il nome di Castellum Magnum, o Castel Magno, poi Castel Forte (D’Angella, 2008), è dovuta alla posizione di altura del sito a dominio dell’ampia valle del Cavone- Salandrella e delle vallate laterali, che permetteva un ottimo controllo del territorio a scopi difensivi. Compreso inizialmente nella contea normanna di Montescaglioso, San Mauro passò nelle mani di numerosi feudatari, sotto il periodo angioino, aragonese e spagnolo, risentendo degli stessi problemi sociali ed economici che colpivano l’Italia e l’Europa (pestilenze, carestie, etc.).

Nel 1751, per via di mancanza di eredi dell’ultimo titolare del feudo, quest’ultimo viene messo in vendita e acquistato da un gruppo di ricchi proprietari terrieri del paese (dottor Arcieri Gaetano, Gaspare Arcieri, dottor Francesco Acquaviva, dottor Pietrantonio Lauria), già amministratori e funzionari del feudatario, che si fregiarono abusivamente del titolo di barone (D’Angella, cit.). Da quel momento il paese diviene Civitas regia, godendo di relativa autonomia politica, finanziaria e giudiziaria, maggiore dinamismo economico e culturale, incremento demografico e sviluppo urbanistico, diminuzione delle tasse e scomparsa degli obblighi di prestazioni gratuite verso il feudatario. I nuovi signori costruiscono o ampliano le loro dimore nobiliari, realizzando i palazzi che tuttora si elevano imponenti ed eleganti nel centro storico di San Mauro.

L’Ottocento è stato caratterizzato, come un po’ dappertutto, da un certo fermento rivoluzionario della popolazione in sintonia e concomitanza con i moti popolari e patriottici ottocenteschi italiani del ‘20, del ‘48 e del ‘60 in cui le idee liberali, risorgimentali e antiborboniche (in paese, negli anni Venti, era presente una “Vendita della Carboneria”) si intrecciavano spesso confusamente con le rivendicazioni di giustizia sociale e distribuzione di terre ai contadini nullatenenti.

La presenza di una solida cinta muraria intorno al nucleo medievale del borgo, di cui rimangono ancora i resti della “porta del Piazzile”, sul bordo settentrionale della rupe e quella dello “Jodice” sul lato orientale, permise al paese di rimanere incolume dagli assalti dei briganti e in effetti la famigerata schiera di Borjes, che infierì, dopo l’Unità, sulla popolazione civile dei comuni vicini, non riuscì a penetrare in San Mauro, che meritò l’appellativo di “forte”, stabilito con delibera comunale del 1862, per “celebrare la fermezza della popolazione nel difendersi dai briganti e per distinguere il toponimo lucano dagli altri San Mauro presenti in tutta Italia” (D’Angella, cit.), oltre ad essere motivato dal fatto di essere stato il paese una poderosa fortezza medievale.

Nel marzo 1940 avvenne una violenta rivolta di centinaia di contadini sammauresi contro i locali rappresentanti del Fascio, per motivi di inasprimento fiscale; la dura repressione con armi da fuoco provocò la morte di due manifestanti e il ferimento di un’altra decina, tra uomini e donne.

Nel dopoguerra anche a San Mauro, come in altri centri del Materano, avvengono le occupazioni di terre di grandi proprietari o del clero da parte dei contadini, fenomeno generale che avrebbe portato alla Riforma fondiaria degli anni Cinquanta.

Il paese è stato caratterizzato dalla presenza di un ceto borghese colto ed intraprendente che si è distinto soprattutto in ambito culturale, artistico e scientifico, avendo San Mauro dato i natali, pur così piccolo, a una folta schiera di valenti professionisti, tra cui si annoverano, tra Ottocento e Novecento, alcuni magistrati e docenti universitari in campo giuridico e medico.

Negli ultimi tempi si deve registrare purtroppo un drammatico impoverimento demografico di San Mauro che, nel giro di qualche decennio, ha perso due terzi della sua popolazione in cinquanta anni (passata da oltre 3500 a circa 1500 abitanti).

Bibliografia

Crachi Vincenzo, Notizie storiche su San Mauro Forte. 1901, Dattiloscritto Biblioteca Provinciale Matera, sez. Lucana, p. 52.

D’Angella Berardino, Note storiche di San Mauro Forte, 2008, Pisticci, p. 350.

Del Turco Leonardo, Storia di San Mauro Forte, Ed. l’Erta, Bari, 1974, p. 95.

Di Sanza Giuseppe Francesco, San Mauro Forte… e le ore (Tip. D’Andrea, Napoli 1956, pp. 68).

Notizie utili:

  • La riunione di pre-escursione si terrà lunedì 23 aprile presso la sede dell’associazione in vico Lombardi n.3.
  • I partecipanti sono tenuti ad osservare strettamente le indicazioni dei coordinatori.
  • L’Associazione e i coordinatori non sono responsabili di eventuali infortuni e/o incidenti che dovessero occorrere ai partecipanti all’escursione, prima, durante e dopo la stessa.
  • In caso di maltempo, l’escursione potrà subire variazioni oppure essere rinviata ad altra data.
  • Il percorso potrebbe essere modificato dai coordinatori per sopravvenute esigenze organizzative.
  • Si ottimizzeranno al massimo gli equipaggi delle auto. Resta intesa la partecipazione alla spesa del carburante per chi non mette a disposizione la propria auto, secondo la prassi dell’associazione.

:: REGOLAMENTO ESCURSIONI ::

Il Direttivo ha approvato e predisposto il programma annuale delle escursioni individuando, tra i soci capaci e disponibili, i responsabili sezionali cui attribuire il compito di realizzare le singole attività.
Il programma riporta, per ciascuna escursione, il nome o i nomi dei relativi responsabili.
Il responsabile dell’escursione può non ammettere i partecipanti che a causa della scarsa preparazione, dell’inidoneo abbigliamento, dell’atteggiamento tenuto o di quant’altro, potrebbero influire negativamente sullo svolgimento dell’escursione.
Il responsabile dell’escursione può modificare il percorso di un’escursione programmata o di spostare o annullare la stessa a causa di sopravvenute necessità.
Il Direttivo può non ammettere nell’elenco i nominativi dei responsabili sezionali che nell’organizzazione di escursioni abbiano dimostrato scarsa attitudine e che non diano sufficienti garanzie, impedendo agli stessi di potersi proporre per nuove escursioni.

: OBBLIGHI DEI PARTECIPANTI ::

– Partecipare alla riunione, quando prevista, per l’iscrizione all’escursione, firmare la liberatoria delle responsabilità nei confronti dei coordinatori e dell’associazione e versare la quota richiesta;
– Essere puntuali all’appuntamento;
– Essere fisicamente preparati ed in possesso di abbigliamento ed attrezzatura adeguati all’escursione;
– Attenersi esclusivamente alle disposizioni impartite dal responsabile non abbandonando il sentiero ed il gruppo se non preventivamente autorizzati e collaborando per la migliore riuscita dell’escursione;
– Prevedendo l’utilizzo della propria autovettura, presentarsi al raduno già riforniti di carburante.
– Conoscere il regolamento ed accet