{"id":850,"date":"2014-05-30T00:45:00","date_gmt":"2014-05-29T22:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/2014\/05\/30\/lungo-i-passi-del-bersagliere-e-della-dama-bianca\/"},"modified":"2021-01-05T17:39:49","modified_gmt":"2021-01-05T16:39:49","slug":"lungo-i-passi-del-bersagliere-e-della-dama-bianca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/2014\/05\/30\/lungo-i-passi-del-bersagliere-e-della-dama-bianca\/","title":{"rendered":"Lungo i passi del bersagliere e della dama bianca"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;Il bersagliere s\u2019aggira attorno alla masseria ma non pu\u00f2 entrarvi, la dama bianca cammina sui tetti in cerca di un modo per uscirne, ma resta intrappolata tra quelle mura. Erano tempi feroci quelli che li separarono per sempre, per mano di un padre diventato brigante per combattere i piemontesi.<br \/>\nLe loro ombre in pena hanno attirato i cammina-lettori, che percorrono sentieri fatti di terra chiara, di argilla, di ciottoli e di sabbia, risalendo uno dei tanti terrazzamenti marini affacciati sull\u2019ampia e assolata valle del Bradano.&nbsp;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Vanno a ritroso nel tempo, tra le alte spighe dorate, le nuvole rosse dei papaveri distese sulle graminacee, il profumo delle ginestre, il blu, il giallo, il viola degli altri fiori di maggio.<\/p>\n<p>Attorno ai ruderi del passato, all\u2019ombra di una vigorosa roverella, accanto all\u2019odore selvatico di un fico, allo sgorgare dell\u2019acqua fresca di fonte, attraversano soglie che conducono a quel mondo raccontato da don Nin\u00ec, alla vita dura dei braccianti agricoli e dei pastori, brutale come la siccita e la fame di chi ha poco da mangiare, dolce come i baci rubati a una bocca appena sbocciata e i sogni assaporati nelle notti d\u2019estate, al calore dei canti e dei balli attorno al fuoco.<br \/>\nRisalgono la collina del vento di Grottole, in quello spazio di confine tra il bosco che appartiene alla natura e i campi che si \u00e8 presi l\u2019uomo, discendono in quel passato che si \u00e8 perpetuato per quante generazioni si \u00e8 perso il conto, con i suoi cicli stagionali senza quasi cambiare per niente, fino alla sua scomparsa improvvisa, avvenuta solo pochi decenni fa. Sembrano essere passati secoli tanto la vita degli uomini e delle donne \u00e8 cambiata, eppure c\u2019\u00e8 un testimone che \u00e8 ancora qui con noi a ricordarcelo, che quasi disperatamente cerca di salvare, almeno alla memoria, storie e antiche sapienze, raccontando a quante pi\u00f9 orecchie possibili, bussando pi\u00f9 volte alla membrana uditiva gi\u00e0 logora di una generazione che dimentica in fretta.<br \/>\nDavanti agli occhi, le rovine della masseria di Anten\u00f2re mostrano, meglio di tutte le parole dette e scritte, il crollo di quel mondo di braccianti e di pastori, la fine per sempre di un\u2019epoca e l\u2019oblio dei suoi figli, che possono tornare soltanto se immaginati, alla stregua di ombre proiettate dalle loro tracce lasciate sul terreno, deboli o potenti a seconda di chi le guarda. Come i riflessi della luna d\u2019estate negli stagni semisecchi che riportano in vita la dama bianca e il vento partito da chiss\u00e0 dove che tra le mani soffia una piuma di gallo, cos\u00ec bella che dev\u2019essere senz\u2019altro caduta dal cappello piumato del bersagliere. Spettri, entrambi, la dama bianca e il bersagliere, che s\u2019aggirano senza pace in cerca di quell\u2019amore che tutti gli uomini sognano e tutte le donne si aspettano. Quell\u2019amore negato che rivive in noi ogni qualvolta ci sfugge dopo aver creduto di avercelo ormai in pugno. Quell\u2019amore che al chiaro di luna riconcilia gli uomini con la natura e pu\u00f2 finalmente far abbracciare quanti sono ancora innamorati.<br \/>\nTracce, i cammina-lettori sono cercatori di tracce, di indizi per scoprire e comprendere la terra che circonda le citt\u00e0 in cui viviamo, diventati moderni punti di partenza per raggiungere altre citt\u00e0, attraverso una rete sempre pi\u00f9 veloce fatta di salti pi\u00f9 che di passi. I cammina-lettori tornano, invece, sui propri passi e vanno lentamente perch\u00e9 le tracce si trovano soltanto nel breve spazio tra un passo e l\u2019altro, si rivelano soltanto a chi \u00e8 capace di fermarsi e di ascoltare.<br \/>\nE allora ascoltiamo insieme le voci di Nicola, di Salvatore, di Rossella e di Rosa, che si susseguono ognuna con la sua propria impronta emotiva da regalare alle parole di carta, come acqua che porta vita alla terra.<br \/>\nIn groppa a una cavalla irrequieta, ascoltiamo cos\u00ec il suono cristallino e fresco dell\u2019acqua che sgorga ancora dal pilaccio Malvinni Malvezzi, riparato sotto quell\u2019arco verde costruito da un fico e da un noce, intrecciati per le fronde e per le radici; dissetiamoci oggi alla stessa acqua che spilla pi\u00f9 in l\u00e0, sotto un eucalipto, vicino alle modeste pareti che un tempo dovevano reggere l\u2019importante masseria di Santa Lucia e la chiesetta che prega direttamente al cielo, attraverso le volte a crociera ormai sfondate.<br \/>\nAscoltiamo il sibilo un po\u2019 sinistro delle eliche, queste s\u00ec gigantesche, dei mulini a vento che macinano potenti dosi di energia elettrica e ci fanno sentire tutti dei piccoli Chisciotte della Mancia. E\u2019 una cresta, larga e piatta: da dove svettano come grandi braccia che si agitano per salutare occhi affacciati da torri lontane; da dove guardare con una prospettiva nuova l\u2019acqua di San Giuliano e le tre colline che annunciano Matera e poi, dall\u2019altra parte, ai paesi del Basento, sospesi sulla bassa e sull\u2019alta valle; dove raccogliere mucchi di aculei abbandonati da uno sfortunato porcospino.<br \/>\nIl timore della pioggia si rivela infondato e i cammina-lettori tornano al punto di partenza, accolti dal buon caff\u00e8 di Casa Riccardi, che \u00e8 proprio quello che ci vuole in questo pomeriggio gentile di maggio inoltrato, tra le palme svettanti e le dolci more di gelso nere che inebriano i palati e sporcano i vestiti.<br \/>\nDomani si pensa, lo aveva detto padrona Angelina prima di Rossella O\u2019Hara.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;Il bersagliere s\u2019aggira attorno alla masseria ma non pu\u00f2 entrarvi, la dama bianca cammina sui tetti in cerca di un modo per uscirne, ma resta [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":849,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/850"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=850"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/850\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2777,"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/850\/revisions\/2777"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/media\/849"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=850"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=850"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=850"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}