{"id":78,"date":"2007-09-28T12:18:13","date_gmt":"2007-09-28T10:18:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/2007\/09\/28\/colloreto-preparazione-di-unescursione\/"},"modified":"2021-01-05T20:28:30","modified_gmt":"2021-01-05T19:28:30","slug":"colloreto-preparazione-di-unescursione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/2007\/09\/28\/colloreto-preparazione-di-unescursione\/","title":{"rendered":"Colloreto, preparazione di un&#8217;escursione"},"content":{"rendered":"<div class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><img loading=\"lazy\" class=\" alignleft size-full wp-image-77\" style=\"margin: 0px;\" title=\"\" src=\"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-content\/uploads\/2007\/09\/pitto_trek.GIF\" alt=\"\" width=\"81\" height=\"71\" align=\"left\">Non ci sono mai stato al convento di Colloreto. Eppure l\u0092ho visto. Il suo fascino \u00e8 per me evocato da un\u0092apparizione di pochissimi secondi, il tempo di sollevare sollevare gli occhi sopra una collina di fronte, poco dopo lo svincolo per Morano Calabro procedendo sulla A3 in direzione Salerno, appena prima che la macchina si infili dentro una breve galleria. L\u0092impressione \u00e8 di quattro mura diroccate ai piedi del massiccio del Pollino.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Rocco mi aveva parlato di un sentiero che passa sotto Timpone Viggianello partendo dalla statale che porta a Rotonda subito dopo aver lasciato piano Ruggio. Un sentiero che nemmeno lui conosce ma di cui ha sentito parlare. L\u0092idea di cercare un percorso alternativo a quello proposto tre anni fa da Piero \u00e8 nata dal timore di un\u0092escursione troppo dura a causa del forte dislivello. Da Gaudolino a Colloreto si contano infatti quasi 800 metri di differenza altimetrica.<\/p>\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L\u0092idea \u00e8 definitivamente tramontata dopo aver parlato per telefono con Carmine di Morano, che mi ha spiegato che il sentiero non \u00e8 pi\u00f9 praticato e non \u00e8 facile n\u00e9 riconoscerlo n\u00e9 avanzare a causa della vegetazione. Avrei avuto bisogno di qualcuno che lo conoscesse e ci accompagnasse e comunque non \u00e8 detto che sia idoneo per portarci un gruppo numeroso. Cos\u00ec abbiamo ripiegato sull\u0092unico percorso che conosciamo, almeno sulla carta, dov\u0092\u00e8 chiaramente tracciato.<\/p>\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; E\u0092 sabato pomeriggio 25 agosto. Zio Giovanni ed io partiamo da Matera alle 15:15 e \u0096 senza soste dopo 2 ore e un quarto \u0096 alle 17:30 arriviamo a Colle dell\u0092Impiso. Il tempo di parcheggiare adeguatamente la macchina e mettere gli scarponi ed alle 17:45 a piedi ci avviamo sul sentiero. Dopo un\u0092ora, alle 18:45, senza scendere ai piani di Vacquarro, siamo a Spaccavummolo. Breve pausa ed alle 19:00 arriviamo a Gaudolino. E\u0092 importante, quando si prepara un\u0092escursione, prendere nota dei tempi.<\/p>\n<p>Puntiamo direttamente al nuovo capanno, dove troviamo altri tre escursionisti con cui passeremo insieme la notte: Gregorio, Gianni e Gepi. E\u0092 l\u0092occasione per conoscersi e scambiare quattro chiacchiere. Sono tutti originari di Morano, ma due di loro vivono ormai da anni a Roma. Si sono ritrovati questa estate al loro paese di origine e hanno deciso di fare un giro sul Pollino, come facevano da ragazzi. Condividiamo la cena sorseggiando ognuno il vino che l\u0092altro ha portato. Si discute sulla opportunit\u00e0 di fare arrivare una seggiovia da Morano a Gaudolino. Per fortuna la maggioranza, almeno dei presenti, non \u00e8 d\u0092accordo. In alcuni punti la faggeta si schiarisce in macchie che sfumano nel giallo. Le foglie appassiscono anzitempo probabilmente a causa della prolungata siccit\u00e0 di questa estate. Quale sar\u00e0 il destino del Pollino?<\/p>\n<p>E\u0092 ormai gi\u00e0 buio quando arrivano alla luce di un lume tre ragazzi con pesanti zaini sulle spalle, provenienti dalla \u0093scala di Morano\u0094, stanchissimi. Montano la loro tenda in uno spazio a margine della faggeta, sotto il monte Pollino. Non conoscono il posto, cos\u00ec li accompagno a Spezzavummolo perch\u00e9 possano riempire l\u0092acqua.<\/p>\n<p>La notte si \u00e8 annunciata con una splendida luna quasi piena che \u00e8 sorta da dietro il monte Pollino. Non c\u0092\u00e8 un alito di vento e non fa per niente freddo, si sta bene in T-shirt o al massimo con la felpa. Ho deciso di dormire sotto la tettoia all\u0092esterno perch\u00e9 nel capanno non c\u0092era spazio a sufficienza. E sono stato benissimo. Nel capanno faceva troppo caldo: anche se il fuoco \u00e8 stato spento, le pietre del camino emanavano ancora calore e zio Giovanni ed i nostri amici, che nel capanno hanno dormito, lo hanno sofferto.<\/p>\n<p>La notte, intorno alle 5 e mezzo, mi sono svegliato. Il cielo, senza ormai pi\u00f9 luna, gi\u00e0 tramontata, \u00e8 uno spettacolo. Il firmamento \u00e8 di una chiarezza che non mi servono pi\u00f9 gli occhiali. Ho appena visto la mia prima stella cadente di questa estate.<\/p>\n<p>Mi sono svegliato alle 7:00 di mattina e con zio Giovanni e uno dei due amici romani \u0096 nella vita fa l\u0092idraulico e ha problemi con le ginocchia \u0096 sono andato a Spezzavummolo per lavarmi e fare rifornimento di acqua.&nbsp;<\/p>\n<p>Partiamo alla volta di Colloreto intorno alle 8:20, dopo aver fatto colazione. Il sentiero \u00e8 molto chiaramente segnato con due linee accostate di vernice bianca e rossa, probabilmente tracciate dal CAI. E\u0092 sdrucciolevole per il pietrisco e bisogna fare attenzione&nbsp;a non scivolare. Si scende lungo il Vallone Colloreto che si fa sempre pi\u00f9 profondo ed il sentiero procede a mezza costa sulla sua sinistra. Alle poche diramazioni optiamo sempre per il sentiero che va a destra, verso il vallone.<\/p>\n<p>Cerchiamo un sentiero che scenda a destra per passare dall\u0092altra parte del vallone, ma non riusciamo a trovarlo. Finch\u00e9 non ci accorgiamo di essere andati troppo avanti: siamo sul sentiero che porta a Morano e ci stiamo allontanando dal vallone. Ho raggiunto la radura sulla collina indicata a m.1098 di quota sulla cartina, nei pressi della Sorgente Romania, da dove si gode di una bella vista. Alzando&nbsp;gli occhi al cielo&nbsp;si vedono i pini loricati che si affacciano dal Pollinello. E si vede finalmente anche Colloreto, dall\u0092altra parte del vallone. &nbsp;<\/p>\n<p>Torniamo indietro sui nostri passi stimando ad occhio la distanza della diramazione indicata sulla cartina. In effetti, il sentiero che scende c\u0092\u00e8. Provenendo da Gaudolino, s\u0092incontra un agrifoglio che invade quasi per met\u00e0 l\u0092ampia mulattiera verso Morano. Poi c\u0092\u00e8 un piccolo sperone roccioso proprio sul sentiero, alla cui altezza si dirama un sentiero che scende in basso a destra.<\/p>\n<p>S\u0092incontrano almeno un paio di diramazioni, ma ad intuito \u00e8 facile capire che bisogna scendere ancora in basso. Finch\u00e9 non incontriamo una sorgente, che forma una piccola cascatella su una parete di muschio. E\u0092 la sorgente della Serra. Bisogna proseguire ancora sul sentiero che infine porta a guadare il torrentello e risale dall\u0092altro lato. A questo punto basta semplicemente seguire il sentiero e si arriva a Colloreto. Prima per\u00f2 s\u0092incontrano altre tre sorgenti. Una di queste \u00e8 la sorgente Tufarazzo, dall\u0092acqua buonissima. La sorgente, poco pi\u00f9 avanti si trasforma in una cascata. E\u0092 incredibile come in questo periodo di prolungata siccit\u00e0 tuttavia ci sia cos\u00ec tanta acqua che continua a sgorgare dalla montagna, fino a traboccare sul sentiero.<\/p>\n<p>A Colloreto arriviamo alle 12:10, dopo quasi 4 ore di cammino, sentieri intrapresi per sbaglio compresi. Sorprende la grande fontana, ricavata da un solo blocco di pietra, al centro del cortile. Il convento conserva buona parte delle mura della chiesa ed altre strutture. Spicca&nbsp;la&nbsp;torre campanaria dalla caratteristica forma circolare, ancora in piedi. Non&nbsp;mi aspettavo&nbsp;un complesso cos\u00ec grande. Fu scelto dai padri agostiniani quale luogo silenzioso per rifuggire dalla mondanit\u00e0. Oggi \u00e8 abitato costantemente dal rombo dei motori delle auto che sfrecciano sull\u0092autostrada sottostante.<\/p>\n<p>Dai m.1684 di Colle Gaudolino si passa ai m.906 di Colloreto, un dislivello di 778 metri , lungo i quali si pu\u00f2 osservare la vegetazione che cambia, dalla faggeta iniziale fino al lecceto. Si distinguono aceri, agrifogli, ginepri, biancospini, felci, ginestre. E poi ancora il ciclamino napoletano, il pungitopo, l\u0092elicriso, il rovo, l\u0092asparagina.<\/p>\n<p>Pausa per riposare, rifocillarci e scattare qualche fotografia e alle 13:00 ripartiamo. Il ritorno \u00e8 assai faticoso. Ci mettiamo tre ore per arrivare a Gaudolino. Meno male che avevamo alleggerito il carico, lasciando il sacco a pelo ed il tappetino di gomma nascosto tra gli alberi. Dovremo valutare se preferire un percorso di sola andata escludendo questa volta il ritorno alle macchine.<\/p>\n<div>Mentre torniamo verso l\u0092Impiso, penso che sarebbe bella se l\u0092escursione iniziasse da Colloreto e passando per Colle Gaudolino e poi per Vacquarro giungesse infine alla Madonna di Pollino. Il percorso che i moranesi compivano, e qualcuno forse lo fa ancora, per andare in pellegrinaggio alla Madonna di Pollino. Sarebbe interessante anche fermarsi il sabato precedente la domenica dell\u0092escursione a Morano per visitare le chiese che conservano i tesori appartenuti un tempo al convento di Colloreto, tra cui alcune statue del Bernini padre.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; *&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; *&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; *<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<p>Domenica 9 settembre. Siamo partiti da Matera alle 8:20 e dopo circa due ore e mezzo siamo arrivati all\u0092Impiso. L\u0092andata \u00e8 stata rallentata da molte macchine che viaggiavano in senso inverso al nostro: \u00e8 la festa della Madonna di Pollino a San Severino Lucano.<\/p>\n<p>Ci vuole circa un\u0092ora da colle dell\u0092Impiso allo svincolo per Morano sull\u0092autostrada. Impensabile da raggiungere con una macchina da far trovare al ritorno, \u00e8 necessario l\u0092autobus se vogliamo fare un\u0092escursione di sola andata. L\u0092ipotesi suggestiva dell\u0092escursione che arrivi o parta da Madonna di Pollino ho dovuto scartarla perch\u00e9 richiederebbe almeno un altro sopralluogo per trovare la strada che da Madonna di Pollino porta a Vacquarro. Sar\u00e0 per un\u0092altra volta. Intanto ora vediamo dove l\u0092autobus potr\u00e0 aspettarci per il ritorno e come raggiungerlo.<\/p>\n<p>Allo svincolo scendiamo dalla macchina per dare un\u0092occhiata ai vari sentieri nella campagna d\u0092intorno che scendono dalla montagna. Un\u0092altra ipotesi \u00e8 quella di arrivare a Colloreto da Gaudolino, poi tornare indietro e proseguire per la scala di Gaudolino fino allo svincolo autostradale per Morano.<\/p>\n<p>A destra, dopo circa un chilometro o poco pi\u00f9 dallo svincolo, prendiamo una via seguendo l\u0092indicazione per l\u0092\u0093agriturismo del parco\u0094. Qui chiediamo informazioni ad un anziano signore seduto ad un tavolino, che sorride facendo intendere di saperla lunga. Siamo sulla strada giusta per Colloreto. Il tipo ci dice di conoscere bene la scala di Gaudolino ma di non aver mai sentito parlare della scala di Morano; poi ci spiega che sul Pollino c\u0092\u00e8 la sorgente Spezzavummolo e Spezzavummoleta, ma non riesco a capire quest\u0092ultima dove si trova.<\/p>\n<p>Sulla strada troviamo subito dopo le indicazioni per l\u0092agriturismo Colloreto. I tre ragazzi baresi che avevamo incontrato due settimane fa ci avevano detto di aver&nbsp; lasciato la macchina nei pressi di un agriturismo proprio sotto i ruderi del convento. Poco pi\u00f9 avanti, in corrispondenza di un sottopassaggio della rampa che porta allo svincolo autostradale, incontriamo una fontana. Mi sembra un buon posto per l\u0092attesa del bus al termine dell\u0092escursione. Di fronte si diramano due strade, sterrate; seguiamo quella di sinistra, che un cartello indica portare all\u0092agriturismo Colloreto. Guadiamo subito dopo un basso corso d\u0092acqua e dopo una salitella di un chilometro e mezzo circa arriviamo all\u0092agriturismo. Una signora bionda dall\u0092accento straniero, molto gentile, ci indica di proseguire e ci dice che possiamo lasciare la macchina pi\u00f9 a monte, vicino all\u0092edificio che fa parte dell\u0092agriturismo.<\/p>\n<p>Alle 12:30 ci incamminiamo a piedi lungo un sentiero che sale dritto al convento, dove arriviamo un quarto d\u0092ora dopo. Dopo una settimana di tempo incerto e temperature al disotto della media del periodo, oggi il tempo \u00e8 buono, il cielo \u00e8 sereno, l\u0092aria \u00e8 nitida e non tira vento. Facciamo un giro tra i ruderi, esplorandoli con maggiore attenzione rispetto alla volta scorsa. Mi chiedo in quale degli ambienti ancora visibili fosse ricavata la chiesa. Forse nello spazio a lato della bella torre campanaria cilindrica?<\/p>\n<p>La solita focaccia per la pausa pranzo e alle 13:40 ci avviamo in direzione della \u0093scala\u0094. Passiamo dalle sorgenti. Ci fermiamo ad ammirare la cascata di Tufarazzo. Mi accorgo che un piccolo sentiero porta proprio sotto la sorgente, che cade su un pavimento di muschio. Restiamo a guardare incantati. Poi le gocce d\u0092acqua che il vento si diverte a spruzzarci addosso ci invitano a tornare sui nostri passi.<\/p>\n<p>Senza problemi percorriamo il sentiero che attraversa prima il torrente Colloreto, dove una bianca mucca sta pascolando, e poi risale tra i lecci fino ai primi faggi. Passiamo sotto la sorgente della Serra. Un sentiero poco pi\u00f9 sopra permette di passare accanto al punto dove sgorga l\u0092acqua, evitando cos\u00ec di attraversare la sorgente tra muschi e fango. Dopo appena due settimane ritrovare la via che porta alla \u0093scala\u0094 \u00e8 agevole. Ritroviamo anche la bottiglia di plastica che zio Giovanni aveva gi\u00e0 trovato la volta scorsa. Questa volta la riprende con s\u00e9 per gettarla pi\u00f9 tardi in un contenitore di rifiuti.<\/p>\n<p>Proseguiamo in discesa per il tratto a noi nuovo. E\u0092 estremamente sdrucciolevole per la presenza di pietrisco. Troviamo la sorgente Romania (o Rom\u00e0nio o Rom\u00e0rio). Il sentiero non si legge bene, appare confuso a causa dell\u0092acqua piovana che evidentemente vi si raccoglie per scendere a valle trasformandosi in un torrentello un po\u0092 disordinato. Siamo in una pineta a ridosso dell\u0092autostrada. Un cancello di filo spinato sbarra l\u0092accesso ad un sottopasso dell\u0092autostrada. Lo apriamo e passiamo.<\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 avanti, all\u0092altezza di una propriet\u00e0 recintata da alberelli e chiusa da un cancello, prendiamo un sentiero che va a destra in direzione dell\u0092agriturismo. Ma il sentiero porta ad un altro cancello chiuso, abbiamo sbagliato. Torniamo indietro e percorriamo la strada nel senso opposto, fino a giungere alla fontana del sottopassaggio. Qui c\u0092\u00e8 un bivio; eravamo sulla via di destra, mentre quella che porta all\u0092agriturismo \u00e8 a sinistra. Un cartello ci indica che ci vogliono ancora 1,4 chilometri . Ma secondo noi sono almeno due chilometri.<\/p>\n<p>Per arrivare alla fontana da Colloreto senza sbagliare strada, secondo me, ci vogliono circa 2 ore e mezza. Arriviamo all\u0092agriturismo dopo le 17:00. Entriamo per chiedere informazioni.<\/p>\n<p>Qui scopro che chi gestisce l\u0092agriturismo \u00e8 la signora Caterina, moglie dell\u0092ing. Gian Nicola Coscia. Le dico che ho conosciuto suo marito e Rosanna di Mormanno. Rosanna, mi dice, si \u00e8 sposata e adesso ha un bambino. Sono contento per lei.<\/p>\n<p>Da Colloreto alla fontana facendo invece il percorso pi\u00f9 breve che passa dall\u0092agriturismo, secondo me, ci si mette circa un\u0092ora, probabilmente meno. A zio Giovanni piacerebbe concludere l\u0092escursione del 23 con una cena nell\u0092agriturismo. Una soluzione che non mi convince perch\u00e9 se arriviamo nel pomeriggio una cena sembra improponibile e se arriviamo per l\u0092ora di cena\u0085 poi si fa troppo tardi per il ritorno a casa. Bisogner\u00e0 pensarci su.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ci sono mai stato al convento di Colloreto. Eppure l\u0092ho visto. 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