{"id":54,"date":"2007-05-27T09:40:10","date_gmt":"2007-05-27T07:40:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/2007\/05\/27\/resoconto-escursione-20-maggio-2007\/"},"modified":"2021-01-05T22:27:42","modified_gmt":"2021-01-05T21:27:42","slug":"resoconto-escursione-20-maggio-2007","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/2007\/05\/27\/resoconto-escursione-20-maggio-2007\/","title":{"rendered":"Resoconto Escursione 20 maggio 2007"},"content":{"rendered":"<p>IL PATRIARCA<br \/>\nIl posto d\u0092onore spetta naturalmente al patriarca dei pini loricati, a cui abbiamo fatto visita sul Pollinello. Dopo aver \u0093scavalcato\u0094 il Pollino e attraversato una dolina (con acqua e neve ancora raccolte in una piccola pozza), cominciando a scendere in direzione del versante calabrese tra gli ultimi (e giovani) faggi, siamo arrivati in un angolo appartato dove un\u0092anima antica vive da quasi mille anni, non ancora stanca del mondo.<br \/>\n\u0093938 anni e non li dimostra\u0094, precisa Donato. Pare che l\u0092et\u00e0 del nostro amico sia stata calcolata recentemente mediante un carotaggio che ha consentito di contare gli anelli del tronco come le candeline su una torta di compleanno.<br \/>\nUno dei pi\u00f9 longevi al mondo? Adriano giustamente osserva che bisognerebbe indagare sulla longevit\u00e0 dei ben pi\u00f9 numerosi pini loricati che vivono sui Balcani. Ma su Serra delle Ciavole sono stati localizzati individui stimati intorno agli 800 anni. Una stirpe venuta su mica male!<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div>GLOBAL PEACE MEDITATION DAY<br \/>\nQuando in una mail ho ricevuto notizia dell\u0092iniziativa partita dal Club di Budapest \u0096 di cui fanno parte il Dalai Lama, Mikhail Gorbachev, Desmond Tutu, Peter Gabriel ed altri nomi famosi \u0096 e dalla Laszlo Foundation, fondata dallo scienziato e candidato al Nobel Ervin Laszlo, che proponeva per il 20 maggio una giornata dedicata alla meditazione e alla preghiera nei vari angoli del Mondo per aiutare il nostro povero pianeta sconvolto da inquinamento e violenze con la consapevolezza armoniosa, mi \u00e8 sembrato naturale proporre a mia volta ai trekker di partecipare all\u0092evento.<br \/>\nAlcuni, ne sono convinto, gi\u00e0 spontaneamente quando vanno in montagna meditano e dunque non hanno bisogno di alcun incoraggiamento (ma \u00e8 pi\u00f9 facile trovare una condizione meditativa isolandosi, la novit\u00e0 \u00e8 farlo restando in gruppo). Altri hanno bisogno di tempo e dell\u0092esempio per accorgersi di questa modalit\u00e0 differente ed appagante di approccio alla montagna.<br \/>\nCos\u00ec al Colle Gaudolino ho informato tutti della notizia perch\u00e9 si potesse insieme, naturalmente scegliendo liberamente, camminare meditando, ponendosi in atteggiamento di ascolto mediante l\u0092attivazione dei sensi in modo da stabilire una relazione armoniosa con quel che ci circonda.\u00a0 Sentire con i piedi la terra e respirare il cielo con i polmoni. Se poi si prova ad \u0093aprire\u0094 l\u0092ascolto pi\u00f9 in l\u00e0, oltre il limite dei sensi, estendendolo via via a tutto il pianeta, forse \u00e8 possibile \u0093connettersi\u0094 con gli altri gruppi che stanno meditando. Ho spiegato che bisogna provare a mettere da parte per un po\u0092 la razionalit\u00e0 che ci pone i suoi paletti insormontabili e sperimentare una dimensione nuova. Sono stato molto contento di osservare come tutti sono rimasti ad ascoltarmi.<br \/>\nCamminare sperimentando l\u0092armonia con la Natura e con il luogo che si percorre aiuta anche a sentire meno la fatica e a trovare l\u0092equilibrio giusto nel ritmo e nelle pause.<br \/>\nNon so quanto questa esperienza alla fine sia riuscita, ma mi sono accorto che il gruppo, pur numeroso, \u00e8 stato spontaneamente disciplinato, ha evitato schiamazzi e di parlare ad alta voce, di disturbare i compagni, \u00e8 rimasto abbastanza compatto, senza fughe n\u00e9 eccessivi rallentamenti e soprattutto l\u0092ho visto spesso meravigliarsi della bellezza dei fiori, degli alberi, dei paesaggi, dei suoni e dei silenzi. Il silenzio si \u00e8 percepito diffusamente sotto i lunghi rami del patriarca. Non \u00e8 facile meditare se non si \u00e8 abituati, ma ci abbiamo provato ed il risultato \u00e8 stato incoraggiante. Grazie a tutti.<\/p>\n<p>RANUNCOLI<br \/>\nRanuncoli che si aprono tutti insieme al sole del primo mattino, racconta Giorgio Bocca, per un miracolo di cui solo i pastori o i partigiani possono accorgersi perch\u00e9 si levano presto per mettersi in cammino sulla montagna.<br \/>\nLo abbiamo ascoltato dalla voce di Rosa circondati da una meraviglia che si \u00e8 schiusa alla vista ed ha riempito di colori e di sorrisi gli occhi di noi camminatori, appena giunti sul Colle Gaudolino:<br \/>\nviole mammole gialle, viola e bianche; pratoline, ranuncoli, orchidee gialle e rosse.<br \/>\nLungo la salita sul fianco del Pollino ci hanno accompagnato ciuffi celesti di nontiscordardime.<br \/>\nSul piccolo piano dopo la salita del Pollino abbiamo poi ammirato:<br \/>\nla fritillaria tenella, che somiglia ad un tulipano, ma pendulo, dal colore violaceo maculato di giallo; lo zafferano maggiore, la scilla bifolia, il sempervivum, l\u0092euforbia schiattarella (?).<br \/>\nGli anemoni li abbiamo incontrati molto pi\u00f9 in basso, all\u0092ombra dei primi faggi appena lasciato Colle dell\u0092Impiso.<br \/>\nQualcuno mi ha detto di aver trovato le fragoline di bosco in una recente passeggiata in montagna.<br \/>\nSperavo di vedere il maggiociondolo sulla salitella che abbandona Colle dell\u0092Impiso, ma \u00e8 ancora troppo presto.<br \/>\nAdriano mi ha spiegato l\u0092origine del nome del notiscordardime. Pare sia legato alla storia triste di una coppia, un uomo ed una donna, probabilmente austriaci. Mentre passeggiavano insieme lungo una sponda del Danubio, lei not\u00f2 questi minuscoli e graziosi fiori elogiandone la bellezza. Lui volle raccoglierne qualcuno per fargliene dono, ma scivol\u00f2 in acqua e prima di annegare si rivolse alla sua bella supplicandola: \u0093Non ti scordar di me\u0094. Molto meno romantico il nome latino, Myosotis ambigens, che tradotto significa \u0093orecchie di topo\u0094. Pare, infatti, che le foglioline della piantina presentino una peluria simile a quella delle orecchie del topo.<\/p>\n<p>IL CORVO IMPERIALE<br \/>\nSulla via del ritorno il richiamo del corvo imperiale ci ha fatti voltare per ammirare il suo volo planare. Quando poi \u00e8 disceso, volando quasi radente il terreno, sembrava che fosse in coppia con la sua compagna, ma era solo la sua ombra.<\/p>\n<p>LA GALLINA DALLE UOVA D\u0092ORO<br \/>\nSuccede anche che al Falco Naumanni, associazione con sede a Matera, si uniscano amici che provengono da altri paesi e province, cos\u00ec in questa splendida giornata abbiamo avuto con noi Vitantonio da Santeramo, Franco da Locorotondo, Mirella da Altamura, Titti da Ferrandina, Rocco da Montescaglioso, Vincenzo da Potenza. Vincenzo \u00e8 originario, per\u00f2, proprio di queste parti e per la precisione di San Lorenzo Bellizzi. Cos\u00ec ha voluto raccontarci una storia che narravano gli anziani del suo paese. Pare che da qualche parte intorno a questi monti e questi boschi esista una gallina dalle uova d\u0092oro. Gli ho chiesto se mai qualcuno l\u0092abbia trovata e mi ha risposto di non averne mai avuta notizia, tuttavia qualcuno, \u00e8 certo, ha trovato delle monete d\u0092oro. Pare, infatti, che alcuni pastori, nell\u0092accendere un fuoco dentro un albero cavo, vi abbiano trovato delle monete d\u0092oro, forse un tesoro nascosto in tempi lontani dai briganti.<br \/>\nComunque di leggende legate alla gallina dalle uova d\u0092oro ce ne sono tante e in tanti paesi. A partire da Esopo:<\/p>\n<p>Un tale possedeva una bella gallina che faceva le uova d\u0092oro. Pensando che avesse un mucchio d\u0092oro nelle viscere, egli la uccise, e trov\u00f2 che dentro era fatta come tutte le altre galline. Cos\u00ec, per la speranza di trovar la ricchezza tutta in una volta, rest\u00f2 privo anche del suo modesto provento.<br \/>\nContentatevi di quello che avete e guardatevi dall\u0092essere insaziabili.<\/p>\n<p>CAVALLI AL VISITONE<br \/>\nIl Pollino non ha atteso che scendessimo dalle macchine per regalarci emozioni da far rimanere a bocca aperta. Un gruppo di cavalli pascolava liberamente al Visitone. Tra loro anche un puledrino. Alcuni erano distesi beatamente sul prato al sole da fare invidia.<\/p>\n<p>RIFIUTI A SPEZZAVUMMOLO<br \/>\nLa montagna ci regala tante cose belle che meriterebbe senz\u0092altro un po\u0092 pi\u00f9 di rispetto. Francamente inaccettabili sono i rifiuti \u0096 buste di plastica di spazzatura e altro \u0096 sparpagliati intorno ai resti di un fuoco spento che ho visto a due passi da Spezzavummolo. Mi chiedo se lo facciano apposta o c\u0092\u00e8 ancora gente che non si renda conto del gesto di incivilt\u00e0 che cos\u00ec compie.<\/p>\n<p>IL RIFUGIO DI COLLE GAUDOLINO<br \/>\nL\u0092anno scorso la vecchia capanna dei pastori \u00e8 stata sostituita da un manufatto in legno nuovo, dotato di un grande camino. Una cosa buona l\u0092Ente Parco l\u0092ha fatta. L\u0092ingresso \u00e8 lasciato di proposito aperto a tutti perch\u00e9 chi ne abbia bisogno possa utilizzare il rifugio. Purch\u00e9 s\u0092impari ad avere rispetto per le cose che appartengono a tutti. In Norvegia ed in altri paesi del Nord ho notizia dell\u0092esistenza di rifugi incustoditi che possono essere utilizzati dagli escursionisti di passaggio, i quali pagano il costo della notte al coperto lasciando il denaro in un\u0092apposita cassa, collocata in evidenza. Siamo molto lontani da quelle terre e da quei costumi.<\/p>\n<p>ASSOCIAZIONE TREKKING CARLO PALUMBO<br \/>\nAl nostro arrivo a Colle Gaudolino c\u0092era un autobus appena giunto dalla Calabria con tanti bambini in visita al parco. Sul sentiero del ritorno ci siamo imbattuti in un gruppo di escursionisti provenienti dal Cilento, che avevano appena raggiunto la vetta del Pollino e stavano rientrando anche loro. Uno scambio cordiale di informazioni e di battute per conoscersi e, chiss\u00e0, magari organizzare qualcosa insieme.<\/p>\n<p>UN ABETE BIANCO PER ADRIANO<br \/>\nMai pago, sull\u0092ultima radura prima di prendere il sentiero nella faggeta che porta infine al Colle dell\u0092Impiso, Adriano ha lasciato il gruppo fermo in sosta e con un manipolo di \u0093ammutinati\u0094 ha raggiunto un abete bianco che solingo svetta sulla faggeta a monte del sentiero.<\/p>\n<p>TEMPI<br \/>\nQuesta volta siamo partiti puntuali alle 7:00 da Matera e l\u0092escursione \u00e8 cominciata ancor prima che scoccassero le 10:00. Abbiamo potuto cos\u00ec procedere con calma, senza accelerazioni stroncafiato, godendoci il sole e il paesaggio un po\u0092 pi\u00f9 a lungo del solito. Alle 17:00 siamo tornati alle macchine.<\/p>\n<p>MISURE<br \/>\nLunghezza del percorso: 11 chilometri tra andata e ritorno. Dislivello totale: 450 metri circa.<\/p>\n<p>COORDINATORI<br \/>\nDonato Casamassima e Stehpan Summerer, impeccabili per impegno e dedizione. Donato ha aggiunto la delicata sorpresa della lettura del miracolo dei ranuncoli nella cornice fiorita di Colle Gaudolino e Stephan puntualmente ha immortalato i momenti esteticamente pi\u00f9 interessanti, ne sono certo, con la sua macchina fotografica.<\/p>\n<p>PARTECIPANTI<br \/>\nDonato, Stephan, Cosimo, zio Giovanni,Vitantonio, Rosa, Piero Stano, Peppe Pentassuglia, Franco Oliva, Rocco Oliva, Adriano Castelmezzano, Massimiliano, Nunzia, Danilo, Giuseppe Viggiani, Nicola Giordano, Angelo, Vincenzo, Emanuele, Enzo Carella, Santino\u00a0 Lomurno, Gabriella, Biagio, Michele, Marisa, Maria Teresa, Pietro, Vincenzo\u00a0 Armentano, Mirella, Michele, Franco Rizzi, Eustacchio \u0093Senzac\u0092l\u0092bbr\u0094, Massimo Armento<\/p>\n<p>dove il corvo corteggia la sua ombra<br \/>\ni ranuncoli raccontano di miracoli<br \/>\ne la pace stende i suoi antichi rami<br \/>\nsulla fronte inquieta di ciascuno\n<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL PATRIARCA Il posto d\u0092onore spetta naturalmente al patriarca dei pini loricati, a cui abbiamo fatto visita sul Pollinello. 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