{"id":420,"date":"2011-08-04T11:27:32","date_gmt":"2011-08-04T09:27:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/2011\/08\/04\/sei-giorni-in-val-di-fassa\/"},"modified":"2021-01-05T19:18:45","modified_gmt":"2021-01-05T18:18:45","slug":"sei-giorni-in-val-di-fassa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/2011\/08\/04\/sei-giorni-in-val-di-fassa\/","title":{"rendered":"Sei giorni in Val di Fassa"},"content":{"rendered":"<div align=\"justify\">Strati di storia antichissima sedimentati in fondo al mare e diventati nel frattempo roccia. Sollevata da forze immense, lasciata a riposare a lungo sotto il ghiaccio e poi scavata dalla furia degli elementi. I monti pallidi si elevano dalle verdi valli, nudi e possenti nella loro fiera bellezza di giganti. Si sono accampati su una vasta regione sotto l\u2019arco alpino centro-orientale, il loro campo tinto di rosa quasi sembra non finire mai per quante vette e guglie, ghiacci e ghiaioni, altopiani e valli nasconde e mai di stupire per la bellezza che rivela al visitatore curioso.<\/div>\n<div align=\"justify\">Sei giorni per incontrarci e restare un po\u2019 insieme.<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<div align=\"justify\">Luned\u00ec. L\u2019acqua la si incontra per prima. Perch\u00e9 scende senza posa, incontro a chi risale la Val di Fassa, fresca ed invitante per la pelle e per le viscere. Basta seguirla e lei ti porta tra le montagne che graffiano il cielo, tra nubi languide e permalose. Oggi \u00e8 un giorno speciale senza nuvole e il caldo \u00e8 salito anch\u2019esso fino a queste altezze inconsuete, fiacca le gambe e ci spinge a cercare l\u2019ombra di un rifugio. L\u00e0 dove gli ultimi larici si arrestano, proliferano campanule e stelle alpine mentre uno sparuto stormo di gracchi dal becco giallo si avvicinano curiosi. Noi falchetti restiamo per\u00f2 attratti dalla grande aquila, fiera e scura, che scruta l\u2019orizzonte lontano. Il gruppo \u00e8 potente ed insieme superiamo il passo delle Coronelle a 2635 metri di quota e sopportiamo la fatica della discesa imprevista dopo la chiusura dell\u2019impianto della funivia.<\/div>\n<div align=\"justify\">Marted\u00ec. Un giorno per riposarci, tra il Corno Nero e il Corno Bianco oltre il passo di Lavaz\u00e9. Tra martagoni e fiordalisi, siamo andati a sdraiarci insieme alle vacche e alle caprette della Malga Gurndin, dove al tavolo abbiamo gustato speck e formaggi, strudel e frittelle serviti dai ragazzi della numerosa famiglia Dipauli. E dove un\u2019incauta signora \u00e8 entrata nel recinto degli asini per accarezzarne uno e se li \u00e8 ritrovati tutti addosso che reclamavano con irruenza un altro zuccherino.<\/div>\n<div align=\"justify\">Mercoled\u00ec. Insieme a Renato abbiamo conosciuto la pecceta di Paneveggio, dove Stradivari cercava tra gli abeti rossi la risonanza per i suoi violini. La foresta \u00e8 disseminata di impronte, ma noi sappiamo riconoscere solo quelle disegnate sulle tabelle didattiche. Poi attraversiamo il ponte tibetano e lo sguardo segue le acque della cascata del Travignolo, ci chiediamo quanti anni avr\u00e0 quel giovane abete salito sopra una ceppaia per arrivare prima alla luce, scopriamo che le barbe del bosco sono licheni che pendono dagli alberi pi\u00f9 vecchi e non recano alcun danno all\u2019albero, vengono da un tempo molto lontano. Il muschio serve a trattenere l\u2019acqua che disseta la foresta. Insieme all\u2019abete rosso vivono i larici, il pino cembro e l\u2019ontano bianco e il salice vicino all\u2019acqua. Accanto alla baita Segantini a 2200 metri c\u2019\u00e8 un laghetto e sopra le sue increspature si eleva il Cimon della Pala. Andiamo a toccargli i piedi e sul cammino incontriamo il rododendro, la genziana, il doronico e resto incantato ad ammirare il giallo papavero alpino che popola il ghiaione, a due passi da una lingua di ghiaccio.<\/div>\n<div align=\"justify\">Lo yogurt con i frutti di bosco ha il sapore di una discesa sotto la pioggia. Quanto mi piace camminare sotto la pioggia, tra l\u2019erba che si bagna e la natura delle cose che cambiano luce e odore.<\/div>\n<div align=\"justify\">Gioved\u00ec. E\u2019 il giorno dell\u2019escursione pi\u00f9 importante programmata da Donato, \u00e8 il giorno dell\u2019Antermoa. La prima corsa delle 8:30 della funivia per Ciampedie \u00e8 nostra. Il cielo ci incoraggia a intraprendere uno dei sentieri pi\u00f9 impervi e meno frequentati del gruppo del Catinaccio nonostante le previsioni non siano proprio delle migliori. Vorrei fermarmi a leggere le tante belle storie e segreti del bosco e degli animali sui cartelloni prima di giungere al Rifugio Gardeccia, ma non c\u2019\u00e8 il tempo e la vegetazione \u00e8 un incanto.<\/div>\n<div align=\"justify\">Il malgaro non ha il gatorade e al suo posto vorrebbe farmi bere la grappa. Giriamo intorno al Gran Cront e viene gi\u00f9 qualche goccia, a intermittenza. Affrontiamo le Scalette, la salita pi\u00f9 impegnativa della settimana. C\u2019\u00e8 da divertirsi, senza mai abbandonare l\u2019attenzione. Ci portano sui piani di Lars\u00e9ch, tra laghetti d\u2019acqua e di erba. Circondati dalla cime vicine, sembra di stare dentro una grande mola cariata. Ancora si sale ed Eustachio apre l\u2019ombrello. Ormai piove quando Gregorio, che \u00e8 partito a piedi dai 1400 metri di Vigo, ci raggiunge. La pioggia non \u00e8 forte e la mia giacca a vento impermeabile tiene bene l\u2019acqua e il freddo che ci arrivano dalle spalle. Acceleriamo sulle rocce segnate dalle bandierine verniciate di bianco e di rosso del CAI e al passo de Laussa a 2711 metri decidiamo di cambiare itinerario, di lasciar perdere l\u2019impegnativo passo di Antermoa e guadagnare il vicino Rifugio Antermoia. Il lago di Antermoa mi appare all\u2019improvviso come un gioiello sotto le cime e i ghiaioni, regalandomi un blu turchese nonostante il cielo grigio. Stanchi, infreddoliti e bagnati, non c\u2019\u00e8 niente di meglio che ripararsi dentro un un rifugio accogliente, cambiarsi la maglietta sudata e riscaldarsi davanti a un t\u00e8 bollente, un panino e uno strudel per lo stomaco e il palato.<\/div>\n<div align=\"justify\">Nel frattempo i pantaloni si sono asciugati addosso. Ripartiamo rinfrancati in fila indiana attraverso il ghiaione che scende al pas de Dona, verso la Val de Udai. Il mondo cambia: smette definitivamente di piovere mentre vallette e colline di praterie si aprono davanti a noi, che quasi mi sembra di essere tornato tra i paesaggi surreali dell\u2019Islanda.<\/div>\n<div align=\"justify\">Un fischio inconfondibile, \u00e8 l\u2019allarme lanciato dalla marmotta. Mi fermo e mi metto a guardare lontana per scorgerla. A sorpresa mi appare davanti, a meno di una decina di metri. Ritta in piedi, si lascia ammirare e fotografare. Non immaginavo di attraversare una valle popolata da decine e decine di marmotte. Donato si ferma forse mezz\u2019ora incantato ad osservare una famigliola con i piccoli, che vive il proprio menage quotidiano indifferente alla nostra presenza.<\/div>\n<div align=\"justify\">Il mondo cambia ancora e un nuovo paesaggio si schiude: sopra un terreno scuro di rocce vulcaniche, la Valle de Udai si stringe intorno al suo torrente e ci offre luparie, arbusti, larici e pareti a strapiombo, interrotte da anfratti e da cui piove il Pis. Altissima, cade la cascatella, direttamente dal cielo.<\/div>\n<div align=\"justify\">Sono l\u2019ultimo del gruppo perch\u00e9 rallento, irrimediabilmente assorbito da tanta bellezza. Mentre scendo il ripido sentiero che porta gi\u00f9 a Mazzin, mi dico che questa \u00e8 stata una delle pi\u00f9 belle escursioni che abbia mai fatto.<\/div>\n<div align=\"justify\">Venerd\u00ec. In attesa di salire nella sala naturale del concerto, con zio Giovanni ho fatto una passeggiata per raggiungere la chiesa di Sent\u2019Uliana. Perch\u00e9 l\u2019hanno chiamato sentiero delle meraviglie? Ci sono larici che regalano la loro ombra, una coppia non pi\u00f9 giovane che si diverte a giocare a carte e farfalle che svolazzano. Alcune tabelle didattiche invitano ad ascoltare il proprio intuito profondo, raccontando di animali, della luna e dell\u2019acqua.<\/div>\n<div align=\"justify\">A proposito dell\u2019acqua: \u201cL\u2019acqua \u00e8 molto sensibile, \u00e8 come una spugna che assorbe ci\u00f2 che le viene dato, ci\u00f2 che essa tocca, ci\u00f2 che contiene e ha contenuto. L\u2019acqua tiene il collegamento tra terra e cielo, passando continuamente informazione; quindi acqua pulita passa informazione positiva, acqua inquinata passa informazione distorta.\u201d<\/div>\n<div align=\"justify\">Sorprendente \u00e8 la gotica chiesa di Santa Giuliana, costruita secondo criteri astronomici, con il suo bellissimo campanile a punta. Un foro nella grata della finestra mi permette di coglierne i tesori di dentro.<\/div>\n<div align=\"justify\">Ripido pi\u00f9 del previsto \u00e8 il sentiero che dalla valle di San Nicol\u00f2 porta su a Lagusel a 2184 metri. L\u2019acqua bagna la camicetta bianca della giovane musicista londinese, senza riuscire a fermare il suono dei corni, antichi e moderni, che si espande sulla piana. Mr. Martin Mayes corre al lago con l\u2019entusiasmo di un giovinetto per soffiare e ascoltare il suono del corno alpino sull\u2019acqua. La guida non ci accetta ma noi la seguiamo lo stesso fino al passo della Palacia. Poi scendiamo per conto nostro lungo il sentiero, molto ben indicato come tutti gli altri. Ogni tanto viene gi\u00f9 un po\u2019 di pioggia ma l\u2019acqua non ci spaventa e noi siamo felici.<\/div>\n<div align=\"justify\">Protetti nell\u2019hotel Belvedere possiamo goderci un temporale che imbianca la strada di grandine.<\/div>\n<div align=\"justify\">Sabato. Siamo saliti in alto, sulla vetta di questa vacanza, sul Piz Bo\u00e8, a 3152 metri. La cima di questa settimana \u00e8 in Veneto, tra le dolomiti di Belluno. Su, a Capanna Fassa, si possono mangiare gli spaghetti. Mi sono limitato a un pasto frugale e a raccogliere la mia ennesima cartolina per apporvi il timbro del nostro passaggio. Dal Sass Pordoi lo spettacolo delle dolomiti tutt\u2019intorno \u00e8 di grande suggestione. Lasciamo il passo che fu di Coppi insieme ad un manipoli di ciclisti che scendono come schegge tra i tornanti e svoltiamo ancora una volta nella valle di San Nicol\u00f2. Il cielo \u00e8 grigio e quasi minaccioso, ma saliamo ugualmente sulla seggiovia che porta al Buffaure. Meno male che avevo con me un ombrello con cui ho potuto ripararmi quando al ritorno \u00e8 venuto a piovere e non potevo sottrarmi al cielo.<\/div>\n<div align=\"justify\">E\u2019 arrivato il momento di accantonare gli scarponi e di scendere nella sala per brindare con amici e compagni ai sei giorni felicemente percorsi insieme.<\/div>\n<div align=\"justify\">&nbsp;<\/div>\n<div align=\"justify\">Cosimo<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Strati di storia antichissima sedimentati in fondo al mare e diventati nel frattempo roccia. Sollevata da forze immense, lasciata a riposare a lungo sotto il [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/420"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=420"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/420\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2823,"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/420\/revisions\/2823"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=420"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=420"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=420"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}