{"id":12471,"date":"2009-07-31T23:43:04","date_gmt":"2009-07-31T21:43:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/?p=12471"},"modified":"2021-02-07T23:43:41","modified_gmt":"2021-02-07T22:43:41","slug":"ma-chi-ve-lo-fa-fare-le-risposte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/2009\/07\/31\/ma-chi-ve-lo-fa-fare-le-risposte\/","title":{"rendered":"Ma chi ve lo fa fare? Le risposte"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: right;\"><strong>Angelica Castello<\/strong><\/h2>\n<p>PINO LORICATO<\/p>\n<p>Sei in cima &#8230; lontano da un riparo<\/p>\n<p>con la tua grande chioma<\/p>\n<p>i tuoi grossi aghi e la tua spessa corteccia.<\/p>\n<p>Mi sento avvolta nel tuo mistero<\/p>\n<p>e nel tuo aspro profumo&#8230;<\/p>\n<p>sei il segreto della silenziosa lotta al destino,<\/p>\n<p>che sa vincere e resistere alle avversit\u00e0 &#8230;<\/p>\n<p>i tuoi rami pendono verso l&#8217;orizzonte,<\/p>\n<p>verso un privilegio assoluto e unico&#8230;<\/p>\n<p>unica \u00e8 la tua forza!!!!!<\/p>\n<h2 style=\"text-align: right;\">Liberamente tratto e modificato da un messaggio di<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: right;\">Antonio Guanti<\/h2>\n<p>Il silenzio della montagna<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>ho bisogno di faticarmi la salita,<\/p>\n<p>di arrivare sulla cima,<\/p>\n<p>guardarmi dietro e finalmente sospirare di serenit\u00e0<\/p>\n<p>contrariamente a quanto accade nella vita &#8230;<\/p>\n<p>la montagna regala un silenzio che parla molto pi\u00f9 di mille umane parole<\/p>\n<p>ci avvicina al cielo<\/p>\n<p>ci stacca da questa materialit\u00e0 pesante<\/p>\n<p>che blocca l&#8217;anima su questa terra, una zavorra ingombrante<\/p>\n<p>che lass\u00f9 perde un p\u00f2 del suo peso e lascia che lo spirito si rinfranchi.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: right;\">Carlo Fioroni<\/h2>\n<p>Di Margherita in margherita, la mia risposta,<\/p>\n<p>che mi suggerisce un mistico errante del &#8216;600, Angelus Silesius,<\/p>\n<p>non \u00e8 profondamente diversa, mi sembra,<\/p>\n<p>da quella di un montanaro valdostano dell&#8217;epoca eroica dell&#8217;alpinismo. L&#8217;uno scrisse : &#8220;La rosa \u00e8 senza perch\u00e9. Fiorisce perch\u00e9 fiorisce.&#8221;<\/p>\n<p>L&#8217;altro disse, a chi gli chiedeva perch\u00e9 mettesse in gioco la vita su quella montagna l\u00e0 &#8211; il Cervino -, alla met\u00e0 dell&#8217; &#8216;800,:<\/p>\n<p>&#8221; Semplicemente perch\u00e9 \u00e8 l\u00e0 &#8220;.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: right;\">Cosimo Buono<\/h2>\n<p>Perch\u00e9 al\u00a0 termine di ogni escursione mi sento stanco, ma ricaricato di energie nuove e di buon umore, con tanta voglia di progettare nuove esplorazioni.<\/p>\n<p>Quando mi alzo, spesso dubito delle mie forze e si insinua il dubbio che l\u2019escursione da affrontare sia troppo impegnativa. Mi chiedo se poi mi pentir\u00f2 di non essere rimasto a casa. Ma ogni volta vengo smentito e scopro le risorse del corpo umano, che il tempo ha modificato ed evoluto forgiandolo per camminare. Il mio ardire \u00e8 ripagato dalla Natura che mi sorprende ogni volta con piccoli grandi regali e la fatica patita se ne va per far posto al godimento.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 ho incontrato un lago blu di ineffabile incanto come lo sguardo pi\u00f9 profondo che abbiano mai incrociato i miei occhi. Per un fiore di bellezza inaspettata, maculato del purpureo pulsare che si specchia nelle mie vene. Per lo scrosciare delle acque dalla rupe, che non si ferma e che non stanca.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 sono contento di aver ritrovato il sentiero, che avevo del tutto smarrito. Non ho perso la testa e fiduciosamente ho messo in gioco le mie risorse. Perch\u00e9 ogni volta non so chi sono se non mi metto in gioco senza avere gi\u00e0 in tasca il risultato.<\/p>\n<p>Quando sommessamente piove, per la sorpresa e il suono dell\u2019acqua senza tuoni che senza riserve si abbandona tamburellando sulla verde volta della faggeta. Camminando a lungo, ho messo a dura prova giunture e articolazioni ed ora un ginocchio mi fa male. Ma spero intensamente che possa passare in questi undici giorni che mi separano dalla prossima escursione.<\/p>\n<p>Non ci sono risposte definitive e anche quelle che sembrano tali poi passano in secondo piano. Ogni volta cerco la mia risposta.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: right;\">Donato Casamassima<\/h2>\n<p>Pensieri su : \u201cchi me la fa fare?\u201d<\/p>\n<p>La mia prima volta del \u201cchi me la fa fare\u201d coincise con la prima escursione\u00a0 sul Pollino. Era il 1\u00b0 maggio 1986, una gita organizzata insieme a 50 persone che non conoscevo, con l\u2019autobus si arriv\u00f2 al rifugio De Gasperi di Piano Ruggio, avevo accettato di partecipare con molta riluttanza, per accontentare un collega di lavoro, che aveva molto insistito sulla mia partecipazione.<\/p>\n<p>Quasi tutti fecero la passeggiata al Belvedere , in 5 o 6 salimmo\u00a0 dall\u2019Impiso fino ai Piani , non ero allenato per niente,\u00a0 non si arrivava mai, non so quante volte ho ripetuto \u201cma chi \u2026\u201d\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Arrivati a Piano Toscano, pensavo si tornasse indietro invece proseguimmo , i primi pini loricati,\u00a0\u00a0 le foto sotto l\u2019albero simbolo del Pollino, bruciato in seguito da delinquenti, la breve sosta, poi il ritorno .<\/p>\n<p>Il giorno dopo l\u2019escursione, non pensavo pi\u00f9 alla fatica,\u00a0 mi sentivo appagato, mi sembrava di avere partecipato ad una grossa impresa \u2026 fu comunque \u2026 amore a prima vista.<\/p>\n<p>In seguito la frase del \u201cchi \u2026\u201d, me la sono posta ancora soprattutto in situazioni particolari, la prima volta al Raganello, dissi che non ci tornavo pi\u00f9 , invece sono ritornato 2 volte \u2026<\/p>\n<p>La prima notturna su Serra delle Ciavole, avevo convinto 2 amici, partimmo da Metaponto, dopo la fatica per salire, aspettavamo l\u2019alba per niente attrezzati con un freddo cane, bagnati, e a ripeterci \u201c ma chi ce l\u2019ha fatta fare?\u201d<\/p>\n<p>Le \u201csofferenze\u201d della notte lasciarono il posto ad una bellissima alba, il tepore del primo sole, i fiori multicolori, le orchidee, i cavalli, la discesa \u201cdolce\u201d verso i Piani \u2026 Tornati\u00a0 nel carnaio e la calura di Metaponto, si pensava con nostalgia alla notte, al freddo, alla solitudine, agli alberi&#8230;<\/p>\n<p>Sono passati tanti anni dalla mia prima volta in montagna, spero di andarci ancora per molto,\u00a0\u00a0 il sudore, la fatica ,\u00a0 il sole , la neve, la nebbia, i sentieri, le cime, gli amici, lo zaino, gli scarponi, le emozioni, la natura, la tristezza, la gioia, la nostalgia \u2026 mi fanno compagnia, e mi spingono a dire:<\/p>\n<p>\u201cma chi me la fa fare a NON andare in montagna?<\/p>\n<h2 style=\"text-align: right;\">\u00a0Franco Rizzi<\/h2>\n<p>Carissima e stimatissima Margherita,<\/p>\n<p>apro questa mia nota con uno trafiletto che a suo tempo scrissi, ai noi,\u00a0 per una triste occasione e che\u00a0 contiene la risposta alla tua domanda.<\/p>\n<p>Queste argomentazioni, sono il sale della vita, sono il catalizzatore per far si che ogni essere umano si fermi un attimo e rifletta intensamente su tutto quello che la vita terrena gli riserva. Noi trekker abbiamo un punto di vista privilegiato, in quanto possiamo soffermarci a riflettere dall\u2019alto di un monte, dall\u2019estremo di una radura o dal profondo di una gravina , tutto ci\u00f2 aiuter\u00e0 senz\u2019altro la riflessione. la tua domanda giunge a proposito in questi giorni, appunto, al rientro da una di quelle esperienze,<\/p>\n<p>\u201c Santiago de Compostela\u201d, per le quali,\u00a0 i non addetti ai lavori, sarebbero autorizzati a proclamare la fatidica frase \u201c ma chi te lo fa fare. In questi giorni, con una vistosa scritta sul\u00a0 camper, ho immortalato ancora una volta la risposta alla tua domanda. Chiaramente, per gli addetti ai lavori, le esperienze possono essere molteplici, ma tutte seguono il filo conduttore della tua domanda, tutte sono oggetto\u00a0 di una molteplicit\u00e0 di risposte, tutte riflettono la personalit\u00e0 del protagonista.<\/p>\n<p>Da molto tempo seguo il concetto che,\u00a0 espresso in una frase composta da tre semplici parole,\u00a0 racchiude tutto quello che si pu\u00f2 esprimere in un lunghissimo monologo.<\/p>\n<p>Ritengo sia una grande fortuna e\u00a0 per certi versi, un gran dono, partecipare alle manifestazioni della vita, cogliendo quella molteplicit\u00e0 di sfumature che rafforzano lo spirito traducendosi in pace e tranquillit\u00e0, offrendo la possibilit\u00e0 di rispondere alla tua domanda, esclamando:<\/p>\n<p>\u201csai \u2026 c\u2019ero anch\u2019io\u201d.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: right;\">a cura di Giovanni Lacertosa<\/h2>\n<p>Chi te lo fa fare<\/p>\n<p>10 buoni motivi per alzarsi alle 6.00 di domenica mattina, percorrere 15 km con\u00a0 600 metri di dislivello,<\/p>\n<ul>\n<li>per conoscere tanta gente<\/li>\n<li>per degustare, insieme, del buon vino in vetta al Monte Alpi<\/li>\n<li>per raggiungere un obiettivo<\/li>\n<li>per dimagrire<\/li>\n<li>per rivedere le foto sul sito e sorridere<\/li>\n<li>per tenere la mano di Luca e rispondere ai suoi interrogativi<\/li>\n<li>per ascoltare il vento, di notte, sopra le foglie<\/li>\n<li>per discutere, comprendere, apprendere<\/li>\n<li>per non rischiare di rimanere in fila in auto<\/li>\n<li>per non avere bisogno dell\u2019aria condizionata<\/li>\n<\/ul>\n<h2 style=\"text-align: right;\">Margherita Sirritiello<\/h2>\n<p>SENTO<\/p>\n<p>Il cuore battere forte<\/p>\n<p>Il respiro accelerare il ritmo<\/p>\n<p>Il rumore dei miei passi<\/p>\n<p>Il vento che porta via i pensieri<\/p>\n<p>SENTO<\/p>\n<p>Il sole che mi riscalda il viso<\/p>\n<p>Il freddo che mi gela le mani<\/p>\n<p>I muscoli contrarsi<\/p>\n<p>La stanchezza arrivare<\/p>\n<p>SENTO<\/p>\n<p>Le voci degli amici<\/p>\n<p>Il sapore dei dolci di Vittoria<\/p>\n<p>SENTO<\/p>\n<p>Semplicemente, intensamente<\/p>\n<p>SENTO<\/p>\n<h2 style=\"text-align: right;\">\u00a0Marisa Catenacci<\/h2>\n<p>E\u2019 un impulso apparentemente istintivo ed inspiegabile quello che mi invoglia, ogni tanto, a rinunciare al mio consueto riposo domenicale . Ma se provo a riflettere sui moti del mio animo, quelli che poi in realt\u00e0 danno un vero senso alle mie scelte e comportamenti, scopro un universo di profondi sentimenti. Non \u00e8 soltanto il diffuso e comune\u00a0 desiderio di tuffarmi a capofitto in un mare di\u00a0 profumi, colori e suoni ci\u00f2 che mi sollecita ad alzarmi di prima mattina, quanto piuttosto\u00a0 la voglia di recuperare una parte di me che la frenetica e confusa vita di tutti i giorni corrode e impoverisce riducendola a sprazzi di interiorit\u00e0 mal vissuta e non\u00a0 assaporata.<\/p>\n<p>\u201cEssere o non essere: questo \u00e8 il problema\u201d \u00a0sentenzia il grande Shakespeare ed io aggiungo: quando, come e dove noi riusciamo ad essere davvero ci\u00f2 che siamo?<\/p>\n<p>Quasi per niente negli ambienti di lavoro in cui il compromesso regna sovrano, poco nelle amicizie il pi\u00f9 delle volte interessate, un po\u2019 di pi\u00f9 nella famiglia se siamo riusciti a farla crescere nei pochi ritagli\u00a0 di tempo sottratti al duro e faticoso lavoro quotidiano.<\/p>\n<p>Ma pu\u00f2 succedere, come di fatto succede,\u00a0 che nella famiglia vengano\u00a0 scaricate le forti\u00a0 tensioni assorbite nel sociale talch\u00e8 si rende necessario trovare altrove\u00a0 la linfa rigeneratrice di pi\u00f9 sani equilibri e valori.<\/p>\n<p>Quando suona la sveglia alle ore 6 di una domenica mattina, mi alzo perch\u00e9 laggi\u00f9, tra i boschi e i declivi, devo andare a riprendermi quella parte di me che mi manca, quella che mi fa sentire pi\u00f9 viva, pi\u00f9 allegra,\u00a0 pi\u00f9 vera, pi\u00f9 libera, pi\u00f9 in pace con il mondo.<\/p>\n<p>E\u2019 come librarmi nell\u2019 aria, finalmente libera dai lacci e lacciuoli che imprigionano la mia spirituale essenza. E cos\u00ec mi trasfondo negli alberi, nei fiori, nei mari e nei fiumi, negli incessanti voli dei gabbiani.<\/p>\n<p>E pu\u00f2 succedere, come nell\u2019 ultima gita\u00a0 alle splendide Isole Tremiti, che il cuore si congiunga alla mente rievocando bellissimi versi di arcana memoria.<\/p>\n<p>Non so dove i gabbiani abbiano il nido, dove trovino pace.<\/p>\n<p>Io son come loro, in perpetuo volo:<\/p>\n<p>la vita la sfioro com\u2019\u00a0 essi l\u2019 acqua ad acciuffare il cibo.<\/p>\n<p>E forse come anch\u2019 essi amo la quiete, la gran quiete marina.<\/p>\n<p>Ma il mio destino \u00e8 vivere balenando in burrasca.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: right;\">Nicola Giordano<\/h2>\n<p>Salve a tutti, ho letto con molto piacere la lettera di Margherita, nella quale evidenziava il pensiero di molte persone che nel sentire raccontare la fatica delle nostre escursioni, molto spesso esclamano la fatidica frase \u201c ma chi te lo fa fare?\u201d.<\/p>\n<p>Per rispondere a questa domanda, uso una frase che i tifosi napoletani scrissero sui muri del cimitero, nel periodo di Maradona:\u201dUagli\u00f2 che vi siete persi\u201d.<\/p>\n<p>Uso in cuor mio questa frase, quando arriviamo in cima , dove molto spesso si gode di un panorama mozzafiato, quando camminiamo di notte, specialmente se ad attutire i nostri passi \u00e8 una spessa coltre bianca, quando facciamo la sosta pranzo che per certi versi mi riporta al periodo dei pic-nic che facevo da bambino, quando a primavera \u00e8 facile trovare le valli nel pieno delle fioriture, quando hai la fortuna di vedere il \u201cPatriarca\u201d, quando vedi i ruscelli in piena, e cos\u00ec via. E\u2019 fuori dubbio che alla base di tutto c\u2019\u00e8 la passione per quello che facciamo, quella passione che ti permette di alzarti prestissimo la domenica mattina, di affrontare itinerari lunghi e salite \u201dspezzagambe\u201d, che ti fa camminare sotto la pioggia, quella passione che ti fa arrivare in cima con il fiatone e non ti fa dire \u201c ma chi me lo fa fare? \u201c. Per\u00f2 tutto questo non sarebbe stato possibile se non avessi avuto la fortuna di trovare degli ottimi amici d\u2019avventura; il mio ringraziamento va a tutti coloro che ho conosciuto in questi anni di escursioni, persone splendide nella loro semplicit\u00e0.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: right;\">Njk (Nicola Montemurro)<\/h2>\n<p>Svariati sono i motivi che mi portano a relazionarmi con l&#8217;esterno:<\/p>\n<p>soddisfatto l&#8217;incontro con Morfeo, il picco mattutino di testosterone aumentato dal fotoperiodo, il carattere irrequieto, il bisogno di liberare energia fisica in spazi aperti &#8211; spaziare con la mente, ideare un percorso mentale o a piedi-, il pensiero \u00e8 pi\u00f9 veloce del web e dei suoi motori di ricerca (1 miliardo di collegamenti ritrovati in 1 frazione di secondo); percorrere ideali di socializzazione, condivisione e sensibilizzazione; essere sensibili alle note delicate dell&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>A passo cadenzato e adeguatamente sostenuto, avventurarsi lungo un sentiero di campagna, costa o riva, landa assolata e steppica, sabbiosa, rocciosa, di bosco in montagna. Siamo gi\u00e0 stati in questo posto, ma \u00e8 sempre piacevolmente diverso, vuoi che sia cambiata la stagione, o il plenilunio, o anche la compagnia.<\/p>\n<p>Il camminare come desiderio d&#8217;intensit\u00e0 di vita, metafora della stessa; la ricerca di quanto a noi pi\u00f9 confacente: \u00e8 come attingere da una fonte preziosa, e tramite un caleidoscopio incanalare l&#8217;esperienza nella nostra anima, filtrando per poi custodirle le peculiarit\u00e0 a noi pi\u00f9 simili.<\/p>\n<p>L&#8217;escursione \u00e8 quanto ci accomuna ai partecipanti, ci identifica come gruppo coeso, ed anche\u00a0 a tutti gli esseri gi\u00e0 esistiti e che esisteranno ( \u00e8 cos\u00ec che si abbatte la barriera spazio\/tempo), un mezzo per condividere sensazioni provate nel tragitto: fascino, meraviglia e stupore, allegria in tranquillit\u00e0, beatitudine, misticismo e ascesi: laude al creato \u00e8 ringraziamento al Creatore.<\/p>\n<p>Viaggiare nel mondo e nel cuore d&#8217;altre genti \u00e8 il miracolo della moltiplicazione di quanto ci occorre per vivere, perch\u00e8 l&#8217;appropriazione aumenta le risorse senza sottrarle, bens\u00ec valorizzandole e disponendole modo che ognuno ne abbia, ne goda e ne benefici.<\/p>\n<p>Il viaggio come forma democratica di conquista del mondo, l&#8217;escursionismo come occasione di conoscenza e conquista della persona amata:<\/p>\n<p>viaggiando si conquista il mondo per deporlo ai suoi piedi.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: right;\">Piero La Salvia<\/h2>\n<p>Penso che non esista una motivazione vera \u2026 ovvero fa\u2019 parte della natura umana. E&#8217; una passione che ti fa\u2019 alzare anche alle 5 oppure non dormire per vedere il sole sorgere dalle nuvole o uscire dietro le creste delle montagne.<\/p>\n<p>E non importa dove ti trovi ma l&#8217;importante che si stia a contatto con la natura&#8230;.<\/p>\n<p>Andare a dormire pensando ad alzarsi per andare a &#8220;camminare&#8221;.<\/p>\n<p>Costringe il tuo corpo ad entrare in sintonia con la tua mente.<\/p>\n<p>Pensare allo zaino, al frugale pranzo da consumare in cima, all&#8217;itinerario: sar\u00e0 semplice o difficile?<\/p>\n<p>Inizia il sentiero, cinque sei ore di sensazioni che non provi sempre&#8230;ascoltare il silenzio della montagna, i rumori del bosco<\/p>\n<p>Sono contento perch\u00e8 sono in cima. Da solo o insieme agli amici. Per una via che si \u00e8 rivelata difficile, impegnativa.<\/p>\n<p>Non ho fatto nulla, in realt\u00e0.\u00a0 Ma sono contento. Perch\u00e8 &#8220;dovevo&#8221; farlo. Se non lo avessi fatto &#8230; non so&#8230; ci sono cose nella vita che senti che devi fare&#8230; non sempre ci riesci, a volte, abdichi, ed \u00e8 una sconfitta. A volte provi, e tutto \u00e8 perfetto. E sei contento di sentirti vivo<\/p>\n<p>Infine rispondo:<\/p>\n<p>Perch\u00e9 per me \u00e8 la metafora della vita (una meta da raggiungere, la strada da percorrere, salire e scendere e poi risalire e ridiscendere, la gente che condivide con noi i tratti pi\u00f9 o meno lunghi&#8230;). Vado in montagna perch\u00e9 i problemi della vita sono pesanti ma camminando sembrano pi\u00f9 leggeri. Perch\u00e9 mi fa sentire libero e mi fa piacere sentire il mio corpo che lavora come una macchina perfetta.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la natura sa sempre stupirmi ed ogni volta&#8230; torno bambino.<\/p>\n<p>Citazione finale<\/p>\n<p>&#8220;&#8230;.le montagne non sono eterne, non sono immobili nella loro gloria. Non sono affatto capisaldi immutabili: nascono, crescono e soccombono all&#8217;assalto del tempo, come tutti gli esseri viventi. E&#8217; la Terra che le crea, in cicli che continuano a ripetersi nel tempo. Ci sono montagne giovani e montagne vecchie. Alcune sono scoscese, altre arrotondate. La loro originalit\u00e0 e la loro bellezza derivano dal fatto che aggiungono ai paesaggi la dimensione verticale&#8230;..&#8221;\u00a0 &#8211; Paul Tapponier &#8211; geologo &#8211; &#8220;Montagne, le grandi opere della terra&#8221; Ed. TCI 2206<\/p>\n<p>e per finire veramente:<\/p>\n<p>&#8220;Il grande ritmo della natura pervade tutto, e l&#8217;uomo ne \u00e8 intimamente coinvolto sia nel corpo, sia nello spirito.&#8221;\u00a0\u00a0 Lama Anagarika Govida, La via delle nuvole bianche.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: right;\">Pino Perrone<\/h2>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8230; \u00e8 certo che per me la salita, la montagna, il raggiungere una meta (non necessariamente una vetta), affrontare un percorso faticoso che mi vorrebbe far mollare ad ogni passo e li ad ogni passo a pensare \u201c un altro ancora, un altro mezzo metro, ancora un po&#8217; &#8230;\u201d \u00e8 per me la metafora della vita: come ogni montagna, ogni sentiero, ha il suo momento di salita, di discesa, di sforzo e di riposo, di sacrificio e di appagamento cos\u00ec la vita alla stessa maniera mi propone sempre salite e discese, tristezza e gioia, sacrificio ed appagamento: vorrei che questo capissero, prima i miei figli, poi tutti coloro che mi chiedono \u201cma chi te la fa fare\u201d: niente viene per niente, se cerchi trovi, se sali e cerchi vedrai dall&#8217;alto, se cerchi, sali ed impari ad osservare dall&#8217;alto tutto sembrer\u00e0 pi\u00f9 chiaro: ma bisogner\u00e0 arrivarci prima: non sempre \u00e8 possibile! Ed allora bisogna conoscersi pi\u00f9 che conoscere, accettarsi ed accettare (cos\u00ec difficile quando ci si sente forti): perci\u00f2 vado in montagna per sentirmi piccolo davanti al creato e comprendere le debolezze mie e di quelli che mi stanno accanto, patire e pazientare, sforzarmi col sorriso: avanti \u00e8 la vita, avanti trover\u00f2 quel che cerco &#8230; questo mi piace pensare.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: right;\">\u00a0Rocco Castellano<\/h2>\n<p>Che bello alzarsi alle 6 di mattina. Osservare il cielo e vedere i primi raggi del sole che fanno capolino tra le nuvole e non sentire il frastuono delle auto. Mettersi in auto (la cosa pi\u00f9 sgradevole ma necessaria per recarsi sul Monte Apollo). Arrivare al Colle dell\u2019Impiso e non trovare nessuna automobile, sentire il profumo dell\u2019aria. Iniziare il cammino verso il Colle Gaudolino bevendo un sorso d\u2019acqua fresca alla sorgente Spezzavummola, ammirare la maestosit\u00e0 del Monte Pollino con la sua parete ovest con i pini loricati aggrappati alla nuda roccia. Salire verso il Pollinello e ammirare il Patriarca con la sua maestosit\u00e0 e bellezza. Da l\u00ec proseguire verso la cima del Pollino, da cui si ammirano tutte le cinque vette che superano i duemila metri. Il Dolcedorme con la sua forma sinuosa, le Ciavole e il Crispo a guardia della Grande Porta, con il simbolo bruciato dalla stupidit\u00e0 umana. Il profumo dei prati Toscano in fiore con mucche e cavalli che pascolano. il volo del corvo imperiale e del grifone. La Serra del Prete con la sua grandiosit\u00e0 e la catena dell\u2019Orsomarso in lontananza. Dalla cima si vede il cielo e il mare che si incontrano in un unico colore. in beata tranquillit\u00e0 rifletto sulla stupidit\u00e0 di chi rincorre miraggi aleatori che non ti lasciano nessuna sensazione nell\u2019anima e nella mente.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: right;\">\u00a0Rocco Oliva<\/h2>\n<p>I perch\u00e9 sono tanti ed a volte in contrasto tra di loro, cercher\u00f2 di spiegarteli a cominciare dalla prima escursione che ho fatto con l&#8217;associazione (a delinquere di stato naturalistico) su invito di Franco.<\/p>\n<p>Come ben sai di &#8220;uscite&#8221; del genere ne facevo anche prima con gli amici di Montescaglioso. I motivi principali erano la voglia di uscire, di vedere posti nuovi(il Pollino per me sino ad allora era solo il nome di una montagna ed il Dolcedorme un punto interrogativo), di mettermi alla prova, dimostrare che ero capace di orientarmi in mezzo a quelle cime, per me del tutto ignote, e di perdermi nella bellezza di quei paesaggi. Per questo e per altro ho accettato di uscire con la Falco Naumanni (accidenti per memorizzarne il nome ci ho messo un secolo). Dopo la prima uscita i motivi sono cambiati. La voglia di imparare cose nuove e di fare il &#8220;so tutto io con gli amici&#8221; mi ha dato una nuova carica. Oggi a distanza di alcuni anni riconosco con un solo colpo d&#8217;occhio le cime principali del massiccio, alcuni sentieri non segnalati, il nome di molte piante e il nome di tante persone, che come me, amano queste &#8220;uscite anche per il solo gusto di incontrarsi e di scambiare<\/p>\n<p>4 chiacchiere. La carica che mi d\u00e0 una escursione mi basta per contenere lo stress quotidiano per un buona settimana, questo insieme al piacere della compagnia , alla voglia di conoscere posti nuovi e gente nuova ed ad altri molti buoni motivi mi carica la sveglia alle 06.00 del mattino e mi permette di alzarmi (assonnato) con una energia tutta nuova. Per cui saluto\u00a0 tutti i falchi e falchetti ed un arrivederci alla prossima escursione.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: right;\">Rosa Di Pede<\/h2>\n<p>Domanda al contrario:<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non sono andata alle gole del Raganello?<\/p>\n<p>Mi sono lasciata suggestionare dalle difficolt\u00e0 prospettatemi e ora sono qui, pentita per non aver avuto la forza e la determinazione che mi caratterizzano e svegliata ugualmente dalla tua telefonata, ho deciso di completare la risposta (gi\u00e0 un mese fa iniziata) alla fatidica domanda:<\/p>\n<p>\u201cChi me lo fa fare\u201d<\/p>\n<p>La fatica di buttarsi dal letto, il primo \u201cvaffanculo\u201d al suono della veglia sono ripagati, ormai dall\u2019esperienza pluriennale, dal grande beneficio successivo. Non mi sono mai pentita di aver intrapreso l\u2019avventura, anche quando il tempo atmosferico non \u00e8 stato propizio, anche quando la meta non mi ha particolarmente entusiasmata, perch\u00e9, comunque ho provato giovamento e nuove sensazioni. Non c\u2019\u00e8 mai stata una giornata insulsa e vuota.<\/p>\n<p>Sento la natura come nutrimento, generatrice di energia vitale, mi carica per un\u2019intera settimana e posso riprendere il ritmo quotidiano con pi\u00f9 serenit\u00e0. Quando la sera ritorno a casa stanca, mi sento appagata, piena, pi\u00f9 ricca e se mi capita di sentire mia figlia, le comunico tutte le sensazioni della giornata e lei ironizza e mi prende in giro per la foga e l\u2019entusiasmo che riverso nella comunicazione. Non c\u2019\u00e8 stagione che non mi lascia con il fiato sospeso, che non mi susciti stupore, non risvegli l\u2019incanto atavico tipico dei bambini davanti al nuovo. I colori mi fanno impazzire: il vocabolario \u00e8 carente per dare nomi alla variet\u00e0 e ricchezza di sfumature e forme di alberi, fiori, insetti, rocce. Le opere d\u2019arte del vento, la melodia dei suoni, le trasformazioni lente o repentine del cielo, i cristalli di ghiaccio mi provocano meraviglia. Ogni uscita riserva sorprese: Dopo una fatica immensa, quando il dislivello \u00e8 eccessivo, il fiato ti manca e i piedi non riescono quasi a sollevarsi e lotti con il tuo corpo e la tua volont\u00e0 e poi raggiungi la vetta, lo sguardo si perde nell\u2019infinito, avresti bisogno di pi\u00f9 occhi per contenere l\u2019immenso, la ricchezza e la bellezza che ti avvolge. C\u2019\u00e8 un riposo della mente: i pensieri che si accavallano e si contorcono non lasciandoti in pace nemmeno la notte, sembrano momentaneamente congelati, fermi. La natura, a volte, cosi violenta e devastatrice, durante le escursioni ti pulisce dalle incrostazioni di tutti i giorni, dalle abitudini noiose e doverose, dalle angosce quotidiane e ti regala la quiete, ti rilassa, amplia spazio e tempo, scompiglia, crea intermittenze, dilata i sensi e allarga il cuore. Ti senti in armonia con te stessa, con gli altri e l\u2019universo.<\/p>\n<p>Al piacere di scoprire nuovi posti o di rivedere con occhi nuovi e con lo sguardo aperto luoghi gi\u00e0 visti, si aggiunge il piacere delle persone che mi accompagnano in questo viaggio che sento accomunate dallo stesso bisogno, dallo stesso entusiasmo, dalla stessa curiosit\u00e0 e gusto per lo spettacolo che ogni escursione ci regala.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: right;\">Tonio Valentino<\/h2>\n<p>Ti rivedr\u00f2 all&#8217;alba di una notte insonne,<\/p>\n<p>spesa, come un bambino, a fantasticar dell&#8217;ombre.<\/p>\n<p>Nulla a Te mi avvicina, tuttavia, il mio triste cuore ti cerca<\/p>\n<p>e vivo l&#8217;ebbrezza dell&#8217;incontro, nella monotonia dell&#8217;attesa.<\/p>\n<p>Raggiante apparirai nella fresca luce del giorno,<\/p>\n<p>cangiante nell&#8217;umor ma, purtuttavia, paziente.<\/p>\n<p>Nella bellezza del luogo o nella cupa luminosit\u00e0 del bosco<\/p>\n<p>immerger\u00f2 la mia solitudine solcata da sogni e da silenzi.<\/p>\n<p>Scruter\u00f2 la maestosit\u00e0 del paesaggio che non rifugge l&#8217;insistenza del mio sguardo,<\/p>\n<p>indagher\u00f2 le solide fattezze di Te che compagna dello stanco passo,<\/p>\n<p>sarai al mio fianco fredda ed austera, quasi distante da ogni mio pensiero.<\/p>\n<p>Poi, d&#8217;un tratto,<\/p>\n<p>quale improvvisa folata di vento in una torrida giornata d&#8217;estate,<\/p>\n<p>ridesterai dal torpore la calda luce del Cuore,<\/p>\n<p>ripagando ogni sforzo con la purezza del Nostro Amore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Angelica Castello PINO LORICATO Sei in cima &#8230; lontano da un riparo con la tua grande chioma i tuoi grossi aghi e la tua spessa [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12471"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12471"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12471\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12472,"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12471\/revisions\/12472"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12471"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12471"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.caimatera.it\/tfn\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12471"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}