Parco del Pollino: Bosco Rubbio e sorgente Catusa

Domenica 9 novembre 2008

Coordinatori:

  • Donato Casamassima (Tel. 3331166651),
  • Cosimo Buono (Tel. 3288474201)

SCHEDA TECNICA:

  • Partenza da Matera ( p/zza Matteotti) ore 6.45
  • Inizio escursione ore 9.30
  • Durata escursione ore 6-7 ( soste comprese )
  • Comuni più vicini: Francavilla sul Sinni
  • Lunghezza del percorso ( a-r ) km 12
  • Dislivello mt.. 400
  • Percorso ad anello: no
  • Rifornimento di acqua: Fontana acqua Preziosa e Catusa
  • Difficoltà E ( quasi facile )
  • Orario previsto di arrivo a Matera ore 19-20 Max
  • Partecipanti: max 30

NOTIZIE UTILI:

  • L’incontro pre escursione si terrà venerdì 7 novembre alle ore 20.00 presso la sede di via F. D’alessio 21
  • Sono obbligatorie le scarpe da trekking e si raccomanda abbigliamento adeguato alla stagione
  • Il contributo di partecipazione per i non soci è di 6 Euro, da versare entro venerdi in sede.
  • In caso di annullamento della escursione il contribuito ai non soci sarà restituito.
  • Le prenotazioni potranno essere effettuate telefonicamente entro venerdi 9 nov. ai coordinatori
  • Se le prenotazioni superano il n. di 30 , si darà la precedenza ai soci , considerando il giorno della prenotazione
  • L’Associazione ed i coordinatori non sono responsabili di eventuali infortuni e/o incidenti che dovessero interessare i partecipanti all’escursione,prima,durante e dopo la stessa.
  • In caso di maltempo,l’escursione potrà subire variazioni oppure rinviata ad altra data.
  • Il percorso potrebbe essere cambiato dai coordinatori per sopravvenute esigenze organizzative
  • Non saranno tollerati ritardi sull’orario di partenza, né rallentamenti dovuti a raccolta di prodotti del bosco (castagne, funghi, o altro).

DESCRIZIONE DEL PERCORSO:

L’itinerario ha inizio in località “La Caserma” nei pressi dell’omonimo ex rifugio forestale, nella faggeta del Monte Caramola, a 1311 mt slm., in territorio di Francavilla sul Sinni. Si prende la strada che sale e che procede parallela ad una “tagliata”, una linea retta che come una galleria percorre il bosco, forse un residuo dei disboscamenti del passato. Dopo poche centinaia di metri appaiono i primi Abeti Bianchi, con un bell’esemplare sulla destra, più avanti una folta rinnovazione all’ombra dei faggi. Dopo un tratto quasi in piano, saremo all’ingresso di Bosco “Rubbio”, segnato da un bivio ed un cancello di legno.

Si tratta di una Riserva Naturale Orientata, istituita nel 1972 e gestita dall’Azienda di Stato delle Foreste Demaniali, ufficio di Potenza; prende il nome dall’omonimo torrente affluente del Sinni, che a sua volta si chiama così, per via di un antico castello medioevale, che domina la fiumara nei pressi del Monte Catarozzolo. Scopo della sua istituzione era ed è quello di proteggere un interessante lembo di faggeto-abetina, del versante lucano del Pollino. A Rubbio il faggio è molto competitivo e nonostante questo l’abete si sviluppa con successo, ed in alcuni punti possiamo ammirare lembi di abetina pura. A far compagnia al faggio e all’abete bianco, ci sono altre piante ed arbusti tipici di questo tipo di foresta: l’acero di Lobel, pianta elegante ed utilissima, endemica dell’Appennino meridionale dall’Abruzzo alla Sila, l’acero di monte e l’olmo montano dalle grandi foglie seghettate. Tra gli arbusti, ricordiamo per bellezza ed utilità il Sambuco, pianta officinale tipica dei recessi più umidi, dai bellissimi fiori e dai frutti neri. Nella parte inferiore della foresta è presente anche il Cerro, mentre tra le piante del sottobosco vegeta la Belladonna, dalle attraenti bacche nere e lucenti, ma tossica. Nel passato era usata dalle donne per dare profondità e splendore allo sguardo, oggi la si usa soprattutto in oculistica, per favorire la dilatazione delle pupille.

Proprio all’ingresso della foresta e nelle zone dove l’acqua tende a ristagnare, è possibile ammirare un’altra pianta molto interessante: il salicone. E’ un piccolo albero dalle bellissime fioriture tardo-invernali, molto utile nel consolidamento dei versanti e da cui nel passato si ricavava dell’ottima carbonella; i rami flessibili come quelli degli altri salici si usano ancora per fabbricare cesti.

Altra perla di Bosco Rubbio è il piccolo stagno detto “Lago d’Erba”; mai nome fu così appropriato, infatti più che un lago è uno stagno, ed il fondo è occupato da piante tipiche delle zone umide, inoltre il livello delle acque è molto variabile e sono quindi visibili rare volte, ma quando ciò avviene i faggi e gli abeti vi si specchiano; bella, inoltre, la visuale verso le Coste del Caramola.

Per quanto concerne la fauna, si possono annoverare tra gli animali tipici di questi ambienti: lo Scoiattolo Meridionale dalla livrea nera e dalla pettorina bianca; il Picchio Nero, che ha il suo habitat di elezione nei boschi con alberi maturi o morti; la Salamandrina dagli Occhiali, marrone scura, quasi nera, così chiamata per via di una macchia vermiglia sugli occhi.

Dopo il “Lago d’Erba”, la pista forestale entra nel cuore della riserva, e la attraversa tutta in diagonale; al termine della salita, si arriva e si supera un nuovo cancello, che segna il limite dell’area protetta; siamo così giunti in località Tre Confini, così chiamata, perché segna l’incrocio dei territori di tre paesi: Terranova del Pollino, San Severino Lucano e Francavilla sul Sinni. Dopo aver percorso circa km.3,5, arriveremo così ad un trivio. Proseguendo dritto si va ad Acquatremola, a destra si scende verso San Severino, noi invece svolteremo a sinistra, in territorio di Terranova, per raggiungere la Sorgente Catusa.

Circondata da faggi secolari bellissimi, la sorgente appare in un’atmosfera di fiaba. L’ombra dei giganteschi alberi copre completamente lo spiazzo, sistemato con grosse chianche davanti alla sorgente sgorgante da un tronco incavato. L’acqua fresca ha un sapore ineguagliabile. Alle spalle della fontana, dietro alcuni massi rotolati in tempi remoti, vegeta un sambuco. Nei pressi della Catusa, sorge l’omonimo Rifugio, che purtroppo versa in stato di abbandonato.

A circa un chilometro di distanza dalla sorgente, a 1441 metri di altezza si eleva Timpa delle Murge, che segna lo spartiacque tra la valle del Rubbio e quella del Sarmento. Quest’area è caratterizzata da emergenze geologiche molto interessanti, si tratta di basalti, rocce di origine vulcanica, emerse 130 milioni di anni fa dagli abissi della Tetide, l’oceano primordiale.

Notevole il panorama: guardando a Sud si possono ammirare le cime più prossime del Pollino, Serra di Crispo e Serra della Ciavole; poi spuntano a sinistra della prima, la vetta del Dolcedorme e, a destra della seconda, Serra del Prete. Più distante, verso Sud Est, la Falconara. Guardando dalla parte opposta verso la valle del Sinni, si possono osservare gli abitati di Chiaromonte, di Colobraro e l’invaso di Monte-Cotugno. Guardando invece a Nord-Ovest verso l’alta valle dell’antico Siri si scopre la rotondità glabra del Raparo.

A questo punto torneremo indietro alla Sorgente Catusa per la pausa pranzo (a sacco). Quindi si fa ritorno alle macchine rifacendo lo stesso percorso, non senza prima esserci aver raggiunto il Timpone Vitelli, una rada che si affaccia sul bosco di faggi e di querce, da dove si può vedere la Timpa delle Murge e quella di Pietrasasso. Quest’ultima s’innalza lungo la strada sterrata che porta a San Costantino Albanese. Si tratta di uno spettacolare dente di roccia ofiolitica alto più di cinquanta metri, visibile anche percorrendo la S.S. Sinnica. Dalla terrazza naturale del Timpone Vitelli, dove si può ammirare un esemplare di tasso, detto anche “albero della morte”, si può scendere sotto la parete rocciosa per scrutare l’oscurità tenebrosa di un’anfratto naturale, noto come la “grotta dei briganti”.

Si ringrazia Adriano Castelmezzano per le informazioni fornite. Dalla scheda tecnica da lui preparata per un’escursione del Falco Naumanni del 2002, a proposito del Bosco Rubbio, trascriviamo alcune brevi notizie, frutto di paziente ricerca:

Numerose sono le testimonianze che ci provengono dai viaggiatori del passato. Tra le più significative, quella del famoso studioso napoletano Michele Tenore, direttore del reale orto botanico, che nel 1826 così descrive la foresta di Rubbio: “(…) sul Pollino e precisamente nel bosco detto di Rubbio sfoggia la sua maggiore bellezza. In questo bosco non è difficile trovare abeti e faggi da 130 a 150 piedi le cui nere cime sembrano contendere l’impero delle aeree regioni.” Ma questi sono luoghi dove anche la storia ha lasciato sue tracce, basti pensare che tra queste foreste visse da eremita, agli inizi del trecento, il Beato Giovanni da Caramola, originario di Tolosa; famoso per i suoi miracoli, prima di morire visse presso l’abbazia cistercense di Santa Maria del Sagittario, nei pressi di San Severino.

:: REGOLAMENTO ESCURSIONI ::

Il Direttivo ha approvato e predisposto il programma annuale delle escursioni individuando, tra i soci capaci e disponibili, i responsabili sezionali cui attribuire il compito di realizzare le singole attività.
Il programma riporta, per ciascun’escursione, il nome o i nomi dei relativi responsabili.
Il responsabile dell’escursione può non ammettere i partecipanti che a causa della scarsa preparazione, dell’inidoneo abbigliamento, dell’atteggiamento tenuto o di quant’altro, potrebbero influire negativamente sullo svolgimento dell’escursione.
Il responsabile dell’escursione può modificare il percorso di un’escursione programmata o di spostare o annullare la stessa a causa di sopravvenute necessità.
Il Direttivo può non ammettere nell’elenco i nominativi dei responsabili sezionali che nell’organizzazione di escursioni abbiano dimostrato scarsa attitudine e che non diano sufficienti garanzie, impedendo agli stessi di potersi proporre per nuove escursioni.

:: OBBLIGHI DEI PARTECIPANTI ::

– Partecipare possibilmente alla riunione, quando prevista, per l’iscrizione all’escursione e versare la quota richiesta;
– Essere puntuali all’appuntamento;
– Essere fisicamente preparati ed in possesso di abbigliamento ed attrezzatura adeguati all’escursione;
– Attenersi esclusivamente alle disposizioni impartite dal responsabile non abbandonando il sentiero ed il gruppo se non preventivamente autorizzati e collaborando per la migliore riuscita dell’escursione;
– Prevedendo l’utilizzo della propria autovettura, presentarsi al raduno già riforniti di carburante.
– Essere a conoscenza del presente regolamento ed accettarlo