Il filo di Arianna

Sul numero di dicembre 2006 di Ali, la rivista della LIPU, è apparso un articolo davvero interessante che ci dà qualche speranza sul ritorno del capovaccaio (Neophron percnopterus) nel nostro territorio.
Ricordo che il 12 novembre scorso Mirella Campochiaro e Alfredo Sabino hanno guidato un trek in quello che una volta era il regno del capovaccaio, nell’Oasi LIPU della Gravina di Laterza. Ed è proprio lì che si è sviluppato un progetto in favore di questo piccolo avvoltoio ed ha avuto inizio una storia straordinaria.

 Arianna è un giovane esemplare femmina di capovaccaio nato nel maggio 2006 nel Centro di riproduzione di Semproniano, in provincia di Grosseto.
Il 30 luglio 2006 è stata portata nell’Oasi LIPU della Gravina di Laterza insieme alla sorella Barbara in una cavità della gravina già attrezzata con cibo e acqua, senza avere contatti con le persone.
Poche settimane sono bastate perché potessero ambientarsi conducendo una vita la più naturale possibile, imparando a compiere i primi voli e a memorizzare l’area.
Lo scopo è di fare in modo che questi uccelli migratori possano ritornare nello stesso posto da cui partono dopo avere svernato in Africa e favorire così un ripopolamento dell’area.
Il progetto della LIPU è stato avviato nell’Oasi della Gravina di Laterza nel 2003 quando sono state censite in Italia soltanto una dozzina di coppie nidificanti: un dato drammatico che, senza adeguate misure di sostegno, potrebbe portare rapidamente all’estinzione della specie nel nostro Paese. Da allora nell’Oasi LIPU della Gravina di Laterza sono stati liberati: Laerte nel 2004, Alì e Turchino nel 2005, Barbara ed Arianna nel 2006.
La speranza è di invertire questa tendenza con la creazione del Centro di riproduzione a Semproniano e la raccolta di capovaccai nei centri di recupero spagnoli da utilizzare come riproduttori.
Per seguire i loro spostamenti, ad Arianna e a Barbara è stato applicato un trasmettitore radio satellitare.
Il 23 agosto 2006 Arianna e Barbara hanno iniziato il loro straordinario viaggio verso l’Africa. In 8 giorni sono giunte nella punta occidentale della Sicilia, sostando lungo il viaggio prevalentemente in aree protette come i Parchi del Pollino, della Sila e dell’Aspromonte. Arianna, in compagnia di altri capovaccai, il 2 settembre era arrivata all’Isola di Marettimo (Egadi) da dove il giorno dopo ha spiccato il volo per la Tunisia. Barbara invece si è trattenuta in Sicilia ed il 16 settembre 2006 purtroppo di essa si sono perse le sue tracce satellitari.
Il 16 settembre Arianna ha raggiunto il Mali, una terra ai più sconosciuta, una zona pre-desertica, dove però i nostri capovaccai senza dubbio trovano le condizioni ideali per riposare, sostare ed alimentarsi.
Arianna, primo uccello italiano seguito nella migrazione grazie ad una radio satellitare, non ci ha confermato soltanto che i giovani nati in cattività sono idonei ad essere liberati e che il metodo di rilascio è efficace, ma ci ha anche svelato che i giovani, benché nati da genitori spagnoli, imparano la rotta migratoria degli adulti, seguendoli. Si è finalmente scoperto, inoltre, che è il Mali la meta dei capovaccai italiani, almeno nella prima fase di svernamento.
Le conoscenze finora acquisite hanno messo in luce la necessità di incrementare le liberazioni dei giovani capovaccai, prima che l’esigua popolazione italiana si estingua definitivamente, affinché gli adulti possano insegnare ai giovani la giusta rotta migratoria.
Al tempo stesso, appare opportuno predisporre un piano di azione nazionale sulla specie, proteggendo i siti di nidificazione ed aumentando i carnai attivi in Italia.
Per seguire la rotta di Arianna ed ottenere maggiori informazioni sul capovaccaio: www.capovaccaio.it.